Al termine delle qualifiche di Formula 1 valide per il Gran Premio d'Ungheria, Lewis Hamilton e Andrea Kimi Antonelli sono stati richiamati in direzione gara dai commissari a causa di due infrazioni diverse.
L'inglese è infatti stato protagonista di un impeding ai danni di Oscar Piastri, mentre il bolognese è stato segnalato per non aver alzato il piede dall'acceleratore in regime di bandiera gialla quando Max Verstappen è finito fuori pista dopo un testacoda nei minuti finali del Q3 e per aver guidato in maniera troppo lenta durante le qualifiche.
Dopo aver ascoltato Lewis Hamilton, Oscar Piastri e i rappresentanti dei team, i commissari di gara hanno esaminato i video, la telemetria, le comunicazioni radio e le riprese onboard.
All'approccio di Curva 1, la vettura n. 44 procedeva a una velocità significativamente ridotta sulla traiettoria ideale, mentre la vettura n. 81 stava affrontando un giro lanciato.
Il pilota della vettura n. 44 ha spiegato di aver appena concluso un giro veloce e di non aver ricevuto via radio l'avviso dell'arrivo della vettura n. 81 finché quest'ultima non si trovava già molto vicina. Ha inoltre dichiarato che, a causa della posizione della propria monoposto, la vettura n. 81 non era visibile negli specchietti.
La vettura n. 81, impegnata in un giro lanciato, è stata costretta ad allargare la traiettoria per evitare il contatto ed è stata obbligata ad abortire il giro.
Dopo aver esaminato tutte le prove disponibili, i Commissari hanno stabilito che la vettura n. 44 ha ostacolato inutilmente la vettura n. 81 durante le qualifiche. In conformità al Regolamento FIA di Formula 1 e alle linee guida sulle penalità previste per questo tipo di infrazione in qualifica, è stata quindi inflitta al pilota della vettura n. 44 una penalità di tre posizioni in griglia. Il pilota della Ferrari partirà dunque dalla quinta posizione.
Dopo aver ascoltato Kimi Antonelli, il rappresentante del team, il Direttore di Gara FIA di Formula 1 e il Direttore Sportivo del Dipartimento FIA dedicato alle monoposto. I commissari di gara hanno inoltre esaminato i dati del sistema di posizionamento GPS e di segnalazione delle bandiere, i filmati video, i rilevamenti cronometrici, la telemetria e le immagini della telecamera on-board, è stata rilevata la violazione dell’Appendice H, articolo 2.5.5 b) del Codice Sportivo Internazionale e dell’articolo B1.8.4a del Regolamento FIA di Formula 1.
Antonelli ha dichiarato che, alla vista della bandiera gialla e del pannello luminoso, ha sollevato il piede dall’acceleratore prima rispetto al precedente giro lanciato. Tale circostanza è stata confermata dalla telemetria.
Tuttavia, la riduzione di velocità è durata per un periodo molto breve e, nel momento in cui la vettura è transitata accanto all’incidente della vettura n. 3, la sua velocità era addirittura leggermente superiore rispetto al precedente giro veloce.
Il tempo impiegato nel mini-settore è stato soltanto 0,03 secondi più lento rispetto al suo miglior riferimento. Inoltre, pur essendo entrato nel settore interessato dalla bandiera gialla 14 km/h più lentamente, grazie al fatto di aver sollevato il piede dall’acceleratore 16 metri prima, è transitato nel punto dell’incidente 3 km/h più velocemente, avendo frenato meno in ingresso curva.
I rappresentanti della FIA hanno dunque evidenziato che la riduzione di velocità nel mini-settore è stata inferiore all’1%.
I Commissari hanno però ritenuto che questo episodio fosse diverso da altri casi conclusi senza ulteriori provvedimenti perché, a differenza di quelle situazioni, non vi è stata una significativa riduzione della velocità nel mini-settore rispetto al miglior giro precedente del pilota in condizioni analoghe.
Secondo le linee guida sulle penalità, l’infrazione avrebbe normalmente comportato una penalizzazione di cinque posizioni in griglia. Tuttavia, come circostanza attenuante, i Commissari hanno riconosciuto che il pilota ha effettivamente ridotto la velocità, sebbene in maniera insufficiente e non continuativa. Inoltre, hanno ritenuto che Antonelli avesse avuto tempo e spazio limitati per reagire. Per questo motivo è stata applicata una penalità ridotta di tre posizioni in griglia. Inoltre è stato anche comminato un punto sulla superlicenza del pilota italiano.
Per quanto riguarda la seconda investigazione ai danni dell'italiano invece i Commissari Sportivi hanno ascoltato il pilota della vettura n. 12 (Kimi Antonelli), il rappresentante del team e hanno esaminato i dati di cronometrici e le immagini della telecamera onboard.
Stando a quanto appreso, il pilota si trovava nel giro di rientro e il tempo impiegato tra i punti SC2 e SC1, ovvero le due linee di safety car poste in corrispondenza dell'uscita e dell'ingresso pit lane, ha superato il tempo massimo consentito per questo evento.
Il pilota ha riconosciuto di aver superato il delta. Ha spiegato di essere stato condizionato dal fatto che il suo giro lanciato era stato compromesso da una bandiera gialla e di non essersi concentrato a sufficienza sul rispetto del delta. Il team ha chiarito che stava gestendo un problema sulla vettura n. 63 e che avrebbe dovuto ricordare al pilota di aumentare la velocità.
I Commissari hanno stabilito che il pilota ha guidato inutilmente lentamente non rispettando il delta, ma hanno rilevato che nessun’altra vettura è stata penalizzata da tale comportamento. In linea con precedenti casi analoghi nei quali nessun’altra monoposto è stata ostacolata, è stata inflitta una semplice ammonizione.
Griglia di partenza del Gran Premio di Ungheria 2026
Foto copertina di Luca Martini/WHYOUT Media