Le prime dieci tappe del Mondiale 2026 erano state tutte terra di conquista del duo Mercedes-Ferrari, finché al fotofinish prima della pausa estiva non è arrivata la prima affermazione stagionale anche per la McLaren, vittoriosa in Ungheria grazie a Lando Norris.
Durante l'intero weekend in quel di Budapest il britannico ha dato ulteriore prova dell'enorme differenza, ad oggi innegabile, esistente tra lui e il compagno di squadra Oscar Piastri. La pole position conquistata non ha solo messo fine a ciò che fino a quel momento era stato un monopolio Mercedes sul giro secco ma ha, inoltre, scavato un solco di quasi mezzo secondo ai danni dell'australiano.
Durante il primo giro in curva 2 è poi arrivata l'unica sbavatura del fine settimana che ha permesso proprio al numero 81 di prendere la leadership. Eppure la svolta è arrivata nel momento in cui Piastri ha effettuato la seconda sosta: Norris a quel punto con pista libera ha abbassato i propri tempi di oltre un secondo, il che gli ha permesso non solo di effettuare un overcut da manuale, ma soprattutto di legittimare con un passo super la seconda vittoria consecutiva all'Hungaroring.

Un successo mai davvero in discussione, come affermato dallo stesso Campione del Mondo in carica: "Il fatto di essere riuscito a restare incollato a Oscar su un circuito come questo per circa 40 giri e sempre entro gli otto decimi è ciò che mi ha dato la certezza che avrei vinto la gara, indipendentemente da quando si sarebbe fermato ai box; il vantaggio di passo che avevo era enorme".
Una grande mano l'hanno data sicuramente gli upgrade introdotti sulla MCL40 (prima parte di un pacchetto che verrà poi completato tra Zandvoort e Baku) e una migliore comprensione del software che regola la Power Unit, ma ad aiutare Norris a fare lo step decisivo è stato soprattutto il Mondiale conquistato lo scorso dicembre ad Abu Dhabi che ci ha regalato in questo 2026 un Lando più consapevole, sicuro di sé e capace di controllare quelle emozioni che lo avevano tradito più volte la passata stagione.

Qualità sviluppate che hanno permesso al nativo di Bristol di fare la differenza nel corso della prima parte del campionato corrente, nonostante le numerose sfortune in termini di affidabilità. Il gap prestazionale presente tra Norris e Piastri con questa generazione di vetture non è quindi solo una questione prettamente tecnica, bensì anche di leadership: in casa papaya hanno finalmente trovato il proprio capitano.