La stagione di Kimi Antonelli, almeno fino a questo momento, si sta rivelando praticamente perfetta e, a tratti, sorprendente. Se non fosse per un solo aspetto: quello legato ai track limits, con cui il giovane bolognese continua a far tremare la Mercedes gara dopo gara, spesso eccedendo con i limiti della pista e rischiando, talvolta, una penalità.
Il leader della classifica piloti, infatti, cerca sempre di spingersi oltre, sfruttando ogni centimetro disponibile della pista per impostare, in ogni curva, la traiettoria migliore e abbassare sempre di più il tempo sul giro. Ma il rischio di una sanzione, dati i sensori presenti e gli occhi vigili dei commissari FIA, è sempre dietro l’angolo, come emerso nelle ultime gare.
Una situazione che, ormai, si è ripetuta più volte: a Miami, Barcellona e Silverstone, dove Kimi ha incassato una penalità che gli è costata la zona punti. Ma anche nelle ultime gare a Spa-Francorchamps e in Ungheria questa abitudine si è ripresentata, tanto da portare Antonelli a ricevere un richiamo severo da parte del suo ingegnere Peter Bonnington.
Il pilota Mercedes, di fatto, è stato messo in guardia dal continuare a esagerare durante la gara nelle diverse rincorse ai piloti di turno. «Penso che sappiate che a volte mi piace usare la pista un po’ troppo – ha ammesso Andrea Kimi – è qualcosa su cui sto cercando di lavorare. Voglio dire, se ripenso a Spa e ai track limits devo ammettere che erano assurdi. Ho pensato: "Cosa sto facendo?"».
Sulla questione, oltre a «Bono», è intervenuto anche Marco Antonelli, il papà di Kimi che, come ci aveva confidato in un'intervista esclusiva concessa a chi scrive, da uomo di motorsport non perde occasione per dare consigli al pilota del team di Brackley. E nel farlo è persino arrivato a... minacciarlo.
«Sento che è sicuramente qualcosa su cui devo lavorare, perché a volte in gara potrei aver bisogno di usarli. Ma se li uso quando non è necessario, potrei trovarmi nei guai. Quindi è qualcosa su cui sto lavorando e sicuramente è stata una delle prime cose che mio padre mi ha detto dopo la gara. Mi ha detto: "Congratulazioni, ma c’è un ma. Se ti vedo superare di nuovo i track limits per niente, ti tiro il collo come a una gallina". Sì, queste sono state le sue parole.»
Foto copertina x.com