Donne e Formula 1, la continua lotta per un mondo che non vedranno mai
12/08/2026 10:45:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Donne e Formula 1. Quest’anno ricorrerà il 50° anniversario dall’ultima volta in cui una donna ha corso nella massima categoria del motorsport. Lella Lombardi disputò il suo ultimo GP a salendo su una monoposto per sfidare il vecchio tracciato dell’Osterreichring (Austria, dove ora sorge la sua moderna versione del Red Bull Ring) e a tagliare il traguardo in dodicesima posizione il 15 agosto del 1976. Quell’anno sostenne 4 GP con la March RAM, ma nel 1975 riuscì a sostenere addirittura 10 GP con la March FWRC e in un’occasione, in Spagna, riuscì a terminare la gara in sesta posizione conquistando i suoi unici punti.

Da allora le donne hanno sempre lottato per trovare un posto in categoria, e fino a qualche anno fa, la situazione era arrivata ad un punto di stallo. Nel 2019 però qualcosa iniziò a muoversi. Venne fondata la W Series, categoria tutta la femminile, che poi nel 2023 divenne F1 Academy, proprio perché fondata con l’obiettivo di far arrivare le donne in Formula 1.

Come testimonianza del continuo lavoro che le donne fanno per poter raggiungere questo ambizioso obiettivo, ‘Road for Success’ ha avuto la possibilità di intervistare Jessica Hawkins, pilota che ha gareggiato dal 2019 al 2023 nella W Series e da allora ricopre il ruolo di ambasciatrice all’interno del team Aston Martin. Purtroppo la pilota ci ricorda la battaglia che le donne continuano a fare per entrare a far parte di un mondo, che probabilmente, al momento, non le riguarda.

Hawkins: "Le donne arriveranno in F1"

Quando le è stato chiesto infatti di parlare della possibilità di tornare a vedere delle donne in F1, la Hawkins ha confermato che non ci sono ancora le condizioni per assistere ad un tale evento. Le donne stanno sostanzialmente lottando per qualcosa che non potranno mai toccare con mano, ovvero costruire delle basi solide, a tal punto da permettere alle prossime generazioni di avere una chance: Sono sicura manchino ancora alcuni anni, ma accadrà. Sono certa che accadrà. Devo esserlo. Dire il contrario andrebbe contro tutto ciò in cui credo. Le donne hanno sufficientemente forza per gareggiare in F1. Ho guidato io stessa una monoposto per metà gara e sono convinta che sarei riuscita a completarla".

Aston Martin, Hawkins

Ovviamente, come ricorda lei stessa, c’è bisogno di un’accurata preparazione prima di poterlo fare. Una preparazione a cui neanche gli uomini possono sottrarsi, per ovvie ragioni: “Ricordo che mi faceva molto male il collo, ma cedo che a tutti faccia male il collo la prima colta che salgono su una vettura di F1. Non avevo mai gareggiato né in F2 né in F3. Anche i piloti di F1, quando tornano a correre dopo la sosta invernale hanno problemi di questo tipo. La preparazione è essenziale.

F1 Academy, l'impegno per le prossime generazioni

La F1 Academy offrirà alle donne l’opportunità che cercano in futuro. Non è per ora, ma accadrà, è solo questione di tempo: Il campionato ha le potenzialità incredibili. È cambiato molto in poco tempo. Sono certa che alcuni piloti ce la faranno. Alcuni si tufferanno e affogheranno, ma altri si tufferanno e nuoteranno. Tra coloro che nuoteranno ci sarà qualcuno che avrà infine l’opportunità per tentare il salto e andare in F1, ne sono sicura”.

L'impegno che le donne attualmente in attività stanno mettendo nel creare le condizioni adeguate a garantire una griglia mista nel futuro della massima categoria del motorsport è lodevole. La più grande espressione di altruismo a cui si possa assistere.


Foto: Aston Martin

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