La superiorità mostrata dalla Mercedes in questa prima parte della stagione non sarebbe soltanto figlia delle qualità della W17 e della power unit tedesca. Dietro ai risultati della squadra di Brackley c'è anche una precisa strategia di sviluppo che, almeno fino a questo momento, avrebbe permesso alle Frecce d'Argento di mantenere costantemente un piccolo vantaggio sulla concorrenza.
A spiegarlo è James Allison che, parlando ad Auto Motor und Sport, ha fornito alcuni numeri particolarmente interessanti sulla velocità con cui stanno evolvendo le monoposto nate con il regolamento 2026.
Secondo il direttore tecnico Mercedes, uno degli aspetti fondamentali dell'attuale ciclo regolamentare è rappresentato proprio dalla relativa giovinezza delle nuove norme. Le vetture hanno ancora enormi margini di crescita e questo sta permettendo agli ingegneri di trovare prestazioni con una rapidità difficilmente paragonabile a quella delle ultime stagioni.
«Una delle caratteristiche essenziali dei cicli regolamentari è quanto siano ancora immature le regole. I progressi nello sviluppo sono enormi rispetto agli anni precedenti», ha spiegato Allison.
Il dato più significativo riguarda la galleria del vento: «Sul fronte aerodinamico, il tasso di successo che vediamo in galleria è circa sei o sette volte superiore rispetto alla scorsa stagione. Parliamo di circa mezzo secondo ogni due mesi, che rappresenta un ritmo di progresso enorme».
Tradotto in termini puramente teorici, significa trovare mediamente circa due decimi e mezzo al mese. Un'enormità in Formula 1, soprattutto considerando che anche gli avversari stanno viaggiando a velocità molto simili.
La vera forza della Mercedes, però, sarebbe stata quella di anticipare questo processo. Brackley aveva infatti concentrato molto presto le proprie risorse sulla generazione 2026 già durante la passata stagione, riuscendo così a presentarsi alla prima gara con una vettura che aveva già assorbito una parte importante della ripidissima curva di sviluppo iniziale.
«In questo modo siamo riusciti a mettere nella macchina per la prima gara il massimo possibile di questa curva di sviluppo», ha spiegato Allison.
Un vantaggio iniziale che Mercedes sarebbe riuscita a conservare anche attraverso la programmazione degli aggiornamenti. Secondo il tecnico britannico, dall'inizio del campionato la squadra è rimasta mediamente una o due gare avanti rispetto alla concorrenza.
Il problema è che Ferrari e gli altri inseguitori non sono rimasti fermi. Allison riconosce infatti che il ritmo di crescita dei rivali è sostanzialmente analogo: «Guardando i tempi sul giro, sembra che anche le altre squadre trovino circa mezzo secondo ogni due mesi».
Questo significa che il vantaggio Mercedes non può essere considerato strutturale. Basta un ciclo di aggiornamenti particolarmente efficace degli avversari per recuperare rapidamente il terreno perso, costringendo Brackley a continuare a spingere sulla W17.
Ed è proprio qui che la strategia Mercedes potrebbe diventare ancora più importante. Avere costruito un margine iniziale consente infatti alla squadra di decidere prima degli avversari quando interrompere o rallentare lo sviluppo della monoposto attuale, trasferendo uomini e risorse sul progetto della prossima stagione.
Una scelta tutt'altro che semplice. «La difficoltà è che il ritmo di sviluppo è ancora straordinariamente elevato. Se ti fermi troppo presto e la concorrenza continua a progredire, il finale può diventare spiacevole», ha avvertito Allison.
La Mercedes deve quindi trovare il momento esatto nel quale spostare il proprio baricentro verso il 2027 senza compromettere la stagione in corso. E, almeno per il momento, a Brackley non sembrano intenzionati a chiudere anticipatamente lo sviluppo: sulla W17 sono infatti previsti ulteriori importanti aggiornamenti.