La Ferrari arrivava a Zandvoort pronta ad iniziare al meglio la seconda parte di annata e riuscire, con una SF-26 comunque sana e pronta a ricevere aggiornamenti sia a livello aerodinamico che motoristico, a dare filo da torcere ai rivali e riaprire in modo deciso la lotta per il campionato costruttori. Eppure, malgrado le aspettative, la realtà della pista non ha dato, almeno per ora, ragione alla Scuderia.
Sin dal venerdì nei Paesi Bassi, la Ferrari ha faticato (come da tradizione sin dal 2021) sul tracciato alle porte di Amsterdam, con una SF-26 che apparsa, sia nel corso della qualifica Sprint che nel corso della qualifica vera e propria, come terza forza in campo, alle spalle sia di una McLaren ormai tornata in gioco per la partita di vertice che di una Mercedes che non è certo una sorpresa.
Lewis Hamilton e Charles Leclerc, infatti, hanno concluso la qualifica del GP d’Olanda al quarto e quinto posto, senza mai avere tra le mani una vettura capace di mostrarsi a livello dei primi della classe, cogliendo un risultato non certo esaltante anche dopo due giri di riscaldamento a differenza del singolo compiuto dai rivali. Insomma, in una condizione teoricamente favorevole.
Problemi storici, verrebbe da dire osservando il rullino di marcia del Cavallino in Olanda, ma anche di uno scarso adattamento della Rossa al tracciato sul Mare del Nord e una messa a punto tutt'altro che ottimale (anche complice un nuovo fondo indotto in corsa senza, forse, le prove comparative richieste e affinamenti del caso?), come appreso ascoltando le parole dei piloti e vedendo le scelte tattiche del Cavallino.
Un chiaro indizio, come detto, è emerso dal doppio giro di preparazione di cui ha avuto bisogno la SF-26: sintomo di un assetto che fatica nel portare le gomme nella corretta finestra di ultizzo (il che potrebbe aiutare in gara...), ma anche dal comportamento nervoso e poco stabile della Rossa tra le dune olandesi.
A confermare questa teoria poi, e spiegare le cause di una giornata non esaltante, sono arrivate le parole di Lewis Hamilton nel team radio successivo alla sessione di qualifica, in cui con il suo ingegnere di pista Carlo Santi, il britannico ha ammesso i problemi di temperatura nelle gomme.
Santi: "Ben fatto, Lewis. Siamo P5, Norris in pole tre decimi più veloce".
Hamilton: "Ho faticato molto a scaldare le gomme, amico".
Foto copertina www.ferrari.com