Dopo la pausa, alla vigilia del GP d'Olanda, la Ferrari arrivava pronta a iniziare al meglio la seconda parte di stagione e a provare, con una SF-26 sana e pronta a ricevere aggiornamenti aerodinamici e alla power unit, a riaprire la lotta per il campionato costruttori. Malgrado le attese, la pista non ha dato ragione alla Scuderia che, dal venerdì, ha faticato (come da tradizione) a Zandvoort, specie sul giro. La SF-26, infatti, è sempre parsa terza forza in campo, alle spalle di una McLaren tornata in gioco e di Mercedes, che non è una sorpresa.
In qualifica Hamilton e Leclerc avevano colto un quinto e un sesto posto, senza mai avere una vettura capace di mostrarsi al livello dei primi della classe, ottenendo un risultato non certo esaltante anche dopo due giri di preparazione, a differenza del singolo dei rivali. Insomma, una condizione teoricamente favorevole che, nei fatti, ha posto i ferraristi in una posizione poco favorevole per costruire un buon risultato in gara su una pista dove superare, pur avendo un passo gara superiore, è davvero difficile.
A ben vedere, il flop olandese per la Ferrari sembra essere figlio del poco adattamento della Rossa al tracciato sul Mare del Nord e di una messa a punto tutt'altro che ottimale (anche complice il fondo introdotto in corsa), che ha causato fatica nel portare le gomme nella corretta finestra di utilizzo, mettendo Hamilton e Leclerc in condizioni di dover rimontare da dietro. Senza, poi, riuscire a sfruttare le due partenze del GP olandese.
Per questo, pur con una vettura veloce sul passo, i piloti poco hanno potuto nel recuperare posizioni, chiudendo la gara al quarto e quinto posto, dopo una bella rimonta nel finale che avrebbe potuto portare uno dei due al terzo posto, sfumato a causa della VSC nel finale per ripulire i detriti in pista. Ma anche, di fatto, sfumato per il tempo perso nella lotta tra Hamilton e Leclerc nel secondo stint quando, con tattiche diverse, il muretto li ha lasciati liberi di lottare. Esempio di quanto sia stato poco brillante nel gestire le diverse tattiche dei due e poco rapido nel decidere.
Un comportamento poco brillante che, in ogni caso, avrebbe portato il muretto a penalizzare uno dei due piloti, ma che è stato criticato in modo davvero duro da entrambi sia nel corso della gara sia nei team radio successivi alla bandiera a scacchi. Basti pensare che la Scuderia ha mutato il team radio di Leclerc nel finale. Diversamente, invece, è successo al sette volte campione del mondo, Lewis Hamilton.
Sir Lewis, infatti, non ha usato mezzi termini nel sottolineare come la lotta con Leclerc a metà gara (ma anche il crash sfiorato nel finale in curva 6) sia costata il podio.
Santi: "Grazie Lewis. Sfortunato con Russell...".
Hamilton: "Non siamo stati sfortunati, abbiamo perso tempo prima. E ci è costato il podio".
Foto copertina www.ferrari.com