Russell e le 20 bandiere rosse in F3 a Madrid: «Potrebbero essere poche»
10/09/2026 20:10:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Per George Russell il weekend di Madrid arriva probabilmente nel momento più delicato della sua carriera. Quello che a inizio stagione sembrava il principale favorito per il Titolo si ritrova ora costretto a reagire alla crescita impressionante di Andrea Kimi Antonelli, diventato gara dopo gara molto più di un semplice outsider, e non solo per i punti di vantaggio in Campionato.

Il colpo più duro è arrivato proprio a Monza. Russell aveva davanti una grande occasione per recuperare terreno, con Antonelli costretto a partire dal fondo della griglia per il cambio della Power Unit. Eppure, al termine della gara, l'italiano gli è arrivato ancora davanti, vincendo con forza e completando una rimonta che ha pesato parecchio anche sul piano psicologico.

Russell deve fare i conti con un distacco in classifica sempre più pesante e con un compagno di squadra che attraversa probabilmente il miglior momento della propria stagione. Ogni occasione persa rischia di trasformarsi in un altro passo indietro nella corsa al Mondiale.

Il britannico, almeno pubblicamente, continua però a mostrarsi molto fiducioso. Alla vigilia del GP di Spagna ha spiegato di considerare le ultime due gare tra le migliori della propria stagione nel complesso.

“Mi sento bene. Penso che le ultime due gare siano state probabilmente due delle mie più forti dell'intera stagione, guardando al weekend nel suo complesso. Sono davvero soddisfatto di come sono tornato dopo la pausa”, ha dichiarato Russell.

Una lettura positiva che però si scontra inevitabilmente con i risultati. Perché in questa fase del campionato correre bene non basta più: all'inglese servirebbe soprattutto iniziare a recuperare punti ad Antonelli, possibilmente già da Madrid, ma il nuovo Madring rischia di rendere tutto ancora più complicato. Russell lo ha descritto come uno dei circuiti più pericolosi dell'intero calendario, con pochissimo margine di errore e possibilità di sorpasso limitate.

“Sembra una pista folle. Probabilmente la metterei tra le prime due, se non al primo posto, tra le piste più rischiose della stagione. Quando ho sentito che durante i test di Formula 3 c'erano state 20 bandiere rosse, ero sorpreso. Poi l'ho provata al simulatore e mi sono sorpreso che fossero state soltanto 20”.

Proprio per questo, secondo Russell, la qualifica potrebbe diventare decisiva. Il tracciato offre infatti un solo vero rettilineo per affondare gli attacchi e l'ingresso nella chicane successiva presenta praticamente una sola traiettoria utile.

“Non è una pista facile per sorpassare. Hai un solo rettilineo e la parte finale è molto curva, poi c'è praticamente una sola linea per entrare nella chicane. Credo che in qualifica sarà un po' come Singapore: non estrema come Monaco, ma simile per difficoltà nei sorpassi”.

Russell ha scelto inoltre un approccio particolare alla preparazione, evitando di accumulare migliaia di giri virtuali e limitandosi sostanzialmente a imparare il layout.

“Volevo arrivare con una mentalità abbastanza aperta. Ho imparato le curve, ma non ho fatto troppo simulatore perché la verità è che quando arrivi su una pista nuova non sai mai come sarà realmente. Ci sono curve ad altissima velocità che richiedono tantissimo impegno e praticamente nessun margine di errore. Anche le frenate sono molto difficili: arrivi ad alta velocità, c'è poco spazio e con un piccolo bloccaggio puoi finire direttamente contro il muro”.

Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images

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