Tra i tanti motivi di rammarico che hanno caratterizzato il Gran Premio di Spagna della Scuderia Ferrari, oltre alle difficoltà intrinseche dell'essere ormai definitivamente la terza forza in campo, vi è il ritiro di Lewis Hamilton, avvenuto nelle prime fasi della corsa.
La battuta d'arresto di Madrid è la prima di questa stagione per il campione britannico che, fino alla scorsa domenica, aveva terminato ogni gara cogliendo sempre punti importanti.
Il guasto, di cui i vertici di Maranello non hanno rivelato la natura, non rappresenterebbe qualcosa di particolarmente preoccupante a livello di affidabilità complessiva, ma desta qualche allarme se si pensa a ciò che è accaduto al suo compagno di squadra Charles Leclerc a Monaco, pista per certi versi affine al tracciato cittadino di Madring.

Come probabilmente si ricorderà, il pilota monegasco si è ritirato durante la sua gara di casa nel Principato di Monaco proprio per un problema ai freni posteriori, anticipato da un lungo in regime di safety car e terminato contro le barriere della Anthony Noghès poco dopo la ripartenza della gara.
Leclerc aveva poi sbottato, dichiarando che i freni non avevano funzionato e rifiutandosi di prendersi la responsabilità della situazione.
Questa esternazione aveva spostato l'attenzione, inevitabilmente, su un problema tecnico all'impianto frenante.
In maniera del tutto improvvisa, Brembo, partner storico della Ferrari per quanto riguarda l'impianto frenante, si era dichiarata sorpresa per quanto accaduto e per le esternazioni del numero sedici della Ferrari.
Dopo questi fatti sappiamo che sulla SF-26 del monegasco qualcosa è stato cambiato per permettere all'alfiere della Rossa di ritrovare il giusto feeling con la monoposto.
Si suppone che i dischi freno della casa bergamasca siano stati sostituiti in favore dei francesi Carbon Industrie, allineando le scelte a quelle di Lewis Hamilton, ma non vi è mai stato un riscontro ufficiale in tal senso.

In questo scenario, il guasto patito dal sette volte campione del mondo a Madrid sposta nuovamente i riflettori sull'impianto frenante della SF-26 per la seconda volta protagonista in negativo.
Così come nel caso di Monaco, le avvisaglie di una frenata sempre meno "presente" sono giunte improvvisamente, aumentando esponenzialmente in pochissimi giri, con la potenza frenante che andava via via affievolendosi e mettendo in seria difficoltà il pilota.
La frenata, in questo nuovo ciclo regolamentare, è diventata qualcosa di molto differente rispetto al recente passato.
L'intervento dell'MGU-K ha aumentato la sua importanza per consentire la ricarica della batteria.
Così come i piloti hanno dovuto reimparare a frenare trovando un nuovo feeling, i tecnici hanno dovuto riprogettare gli impianti cercando nuovi e delicati equilibri. Molti team hanno avuto problemi con i freni in questa stagione, Cadillac più d'ogni altro.
Non è escluso che il guasto alla SF-26 di Hamilton sia un episodio isolato ma, in mancanza di spiegazioni ufficiali, viene spontaneo chiedersi se i problemi della Ferrari non possano risiedere nell'impianto stesso più che nelle caratteristiche dei materiali forniti da un determinato partner, sia esso Brembo o Carbon Industrie.
Foto di copertina e interne di Luca Martini / WHYOUT Images
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