Al termine del Gran Premio dell'Azerbaijan, sui social si è scatenato un putiferio per le parole di Lando Norris. L'inglese, frustrato per essere stato vittima di un incidente causato dalla mossa scellerata di Colapinto, ha detto ai media che piloti del genere andrebbero banditi dalla Formula 1. Una dichiarazione che i tifosi argentini non hanno preso bene, arrivando persino a minacciare di morte il pilota e la sua famiglia; non è la prima volta che questo accade e ogni volta l'Alpine è costretta a fare un comunicato speciale per placare gli animi.
In sua difesa, Norris ha raccontato sui social di aver chiesto scusa a Colapinto in privato. Non era tenuto a riferire la sua azione al pubblico, ma era l'unico modo per placare parzialmente i messaggi d'odio. "Franco doveva essere l'unico destinatario. Non mi piace usare i social per queste cose, ma c'era così tanto clamore attorno che ho dovuto dimostrare le mie scuse e accettare l'errore", ha detto il campione del mondo alla stampa. "Ero molto stupito, ma poi mi ha chiesto scusa", ha detto poi Colapinto. "Mi dispiace che abbia ricevuto tanto odio, ma noi piloti dovremmo essere più attenti con quello che diciamo. Non ci sono sempre gli argentini dietro, sono persone da tutto il mondo. A volte sbagliano, ma non lo diciamo abbastanza".
L'argentino ha fatto un errore pesante a Baku, tanto da aver ricevuto un richiamo dalla dirigenza: dopo il GP ha avuto un incontro con Nielsen e Briatore per revisionare i dati. Dall'analisi è emerso che il pilota ha frenato solo il 2 o 3% in più del normale, ma l'esito è stato molto più infausto; su di lui pendeva la spada di Damocle di una sospensione, che poi non si è mai avverata.