Errore in qualifica, la FIA chiede scusa a Sainz: ammessa l’ingiustizia sportiva
11/10/2026 12:40:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Venerdì, al termine delle Qualifiche Sprint, Carlos Sainz ha sbottato contro la FIA per quanto successo nell'SQ1, dove, in seguito alla bandiera rossa causata da Sergio Perez, alcuni piloti non hanno potuto usare l'overtake mode, venendo così penalizzati rispetto agli altri, che invece avevano a disposizione tutta la potenza della power unit.

Lo spagnolo, a poche ore dal via del Gran Premio, ha poi rivelato come il direttore della FIA per le monoposto, Nikolas Tombazis, gli abbia presentato personalmente le sue scuse a seguito delle polemiche relative all'episodio incriminato. Secondo il pilota della Williams, il greco ha riconosciuto che un errore umano ha influito sulla sessione e ha ammesso che la decisione di procedere con la SQ2, nonostante l’ingiustizia sportiva, fosse sbagliata.

Come riportato da GPBlog, Sainz ha rivelato che Tombazis lo ha contattato personalmente per scusarsi, ammettendo che la decisione presa tra la SQ1 e la SQ2 era errata: "Nikolas è venuto a scusarsi, riconoscendo che c'è stato un errore umano, ma anche ammettendo che la decisione presa tra la Q1 e la Q2 era sbagliata e che questa ha portato ad un'ingiustizia sportiva che non sarebbe mai dovuta accadere".

Continuando, ha poi detto: "Sono ancora molto stupito dal fatto che, pur essendo consapevoli dell’accaduto, abbiano deciso di insabbiare la questione come se nulla fosse successo".

Lo spagnolo era particolarmente frustrato dalla decisione di consentire il proseguimento delle qualifiche nonostante la FIA avesse riconosciuto che alcuni piloti fossero stati svantaggiati senza alcuna colpa da parte loro.

Concludendo il suo intervento, ha inoltre paragonato l'episodio a quello precedente, accaduto proprio lo scorso weekend in Malesia, dove un altro problema software aveva interrotto lo svolgimento della gara, chiedendosi perché l’organo di governo avesse gestito le due situazioni in modo diverso: "Sono sorpreso soprattutto dalla gestione, completamente diversa, rispetto a quella avuta in Malesia dov'è successo qualcosa di molto simile. Sinceramente non ho capito il motivo, e probabilmente non lo capirò mai, ma guarda, non stiamo lottando per il campionato. Non stiamo nemmeno lottando per i punti. Quindi immagino che sia anche per questo che non ci hanno fatto troppo caso".

Peter Kiss / WHYOUT images

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