Aston Martin, il dubbio che agita Alonso: Honda è davvero il problema?
14/10/2026 14:30:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Il Gran Premio di Singapore ha rappresentato un'altra battuta d'arresto per l'Aston Martin, che arrivava a Marina Bay con aspettative ben diverse dopo i progressi mostrati negli ultimi appuntamenti. All'interno della squadra c'era la convinzione di poter lottare almeno per la Q2, ma il weekend ha evidenziato ancora una volta le difficoltà che stanno accompagnando il progetto nel primo anno del nuovo ciclo regolamentare. Al centro della discussione c'è soprattutto la power unit Honda, finita nuovamente sotto la lente d'ingrandimento dopo le dichiarazioni di Fernando Alonso.

Alonso continua a segnalare problemi, Honda continua a smentire

Aston Martin, il dubbio che agita Alonso: Honda è davvero il problema?

Le tensioni non nascono a Singapore. Già durante il weekend del Gran Premio dell'Azerbaigian a Baku, concluso con un ritiro, Alonso aveva puntato il dito contro la power unit.

«C'era qualcosa di anomalo nel motore», aveva dichiarato lo spagnolo, convinto che il problema non fosse legato esclusivamente alla vettura.

La risposta della Honda era però arrivata rapidamente. Il responsabile in pista Shintaro Orihara aveva spiegato che le verifiche effettuate non avevano evidenziato anomalie particolari:

«In base ai dati di cui disponiamo ora e dopo aver controllato tutto, il motore ci sembra a posto».

Uno scenario quasi identico si è ripetuto a Singapore. Anche in questo caso Alonso ha lamentato problemi legati al propulsore, in particolare al turbo, durante un fine settimana che non ha mai preso la direzione sperata. Secondo quanto emerso dall'ambiente Aston Martin, i dubbi del pilota sembravano avere una base concreta, ma Honda ha nuovamente mantenuto una posizione differente.

«Non lo era, l'abbiamo sostituito in base alle sensazioni del pilota, che sono il miglior indicatore», ha spiegato Orihara, riferendosi al turbo sostituito tra sabato e domenica. Una dichiarazione che conferma il cambio del componente, ma senza che la casa giapponese riconosca l'esistenza di un guasto vero e proprio.

Il 2027 diventa l'esame decisivo del progetto

Al di là dei singoli episodi, il tema centrale riguarda il futuro della partnership tra Aston Martin e Honda. Il 2026 viene ancora considerato un anno di apprendimento, ma all'interno del paddock c'è la convinzione che il vero giudizio arriverà soltanto con il progetto successivo, nonostante le aspettative iniziali fossero ben più alte.

Le parole di Alonso lasciano però intendere che il tempo a disposizione per aspettare non sia infinito.

«Non potevamo aspettare altri cinque anni», ha spiegato lo spagnolo, riassumendo l'urgenza che si respira attorno al progetto Aston Martin.

La squadra dispone ormai di gran parte degli elementi necessari per competere ai vertici: investimenti importanti, strutture all'avanguardia e uomini di primo piano all'interno dell'organizzazione tecnica. Per questo motivo, il motore continua a rappresentare il principale interrogativo. All'interno della squadra resta comunque fiducia nel lavoro della Honda, con la convinzione che il costruttore giapponese riuscirà a colmare il divario accumulato e a fornire una base competitiva per il futuro. Tuttavia, dopo episodi come quelli di Baku e Singapore, è inevitabile che l'attenzione continui a concentrarsi proprio sulla power unit.

Foto interna x.com

Foto copertina x.com

Seguici anche su TikTok Video brevi, curiosità e contenuti rapidi sul mondo della Formula 1.
Seguici

Tag
alonso | aston martin | honda |