Bottas ha preparato tutto per il suo futuro, tranne l'addio alla F1
16/10/2026 12:25:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Dieci vittorie, 67 podi e cinque stagioni trascorse al volante di una Mercedes capace di dominare la Formula 1. A 37 anni, Valtteri Bottas conosce bene il significato del successo, ma anche quello delle difficoltà. Oggi, con Cadillac, si ritrova ad affrontare una sfida completamente diversa, lontano dalle posizioni di vertice e con una monoposto che non gli permette ancora di lottare per i punti.

Eppure, il finlandese sembra aver trovato un equilibrio che va ben oltre i risultati della domenica. In una lunga intervista concessa al Financial Times, Bottas ha raccontato il proprio rapporto con le corse, la vita privata e un futuro che, pur essendo stato pianificato con attenzione, non sembra ancora prevedere un addio alla Formula 1.

Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere un Bottas diverso da quello che, durante la lunga esperienza in Mercedes, appariva spesso riservato, quasi inevitabilmente oscurato dalla personalità e dai successi di Lewis Hamilton. Un pilota capace di mostrare anche il proprio lato ironico, di coltivare passioni lontane dal paddock e di costruirsi un'identità che non dipendesse esclusivamente dai risultati sportivi.

Una trasformazione accompagnata da una consapevolezza maturata nel tempo: la Formula 1 non può durare per sempre.

«Ho iniziato a pensarci molto tempo fa. Ho sempre saputo che questo sport non sarebbe durato per sempre e che bisogna essere preparati a quello che verrà dopo», ha spiegato il finlandese.

Dal paddock ai vigneti australiani

Una parte importante della sua vita ruota oggi attorno all'Australia, dove, insieme alla compagna Tiffany Cromwell, ciclista professionista, possiede un vigneto nella regione vinicola di McLaren Vale, nell'Australia Meridionale. Un'attività alla quale si affianca anche un progetto di ospitalità di lusso.

«È un paradiso», racconta Bottas, che dopo il Gran Premio di Singapore aveva programmato di trascorrere proprio lì alcuni giorni, approfittando della pausa prima della trasferta di Austin.

Ma il vino rappresenta soltanto una delle sue passioni. Bottas è anche socio della torrefazione finlandese Kahiwa Coffee Roasters e comproprietario dei Lahti Pelicans, squadra professionistica di hockey su ghiaccio della sua città natale, di cui fa parte anche nel consiglio di amministrazione.

«Sono piuttosto coinvolto, ma posso scegliere il mio carico di lavoro, a quante riunioni partecipare, quante partite seguire e così via».

Una scelta, un cambiamento significativo nella vita di un uomo che, per oltre un decennio, ha dovuto organizzare quasi ogni aspetto della propria esistenza attorno alle esigenze della Formula 1.

«La cosa positiva è che ora tutto è organizzato in modo che possa scegliere quanto lavorare e quanto essere coinvolto nelle diverse attività. Ho messo insieme parecchie cose che sicuramente mi terranno impegnato in futuro».

Il futuro è pronto, ma il ritiro può aspettare

Sarebbe facile interpretare questa diversificazione di interessi come il segnale di un pilota ormai prossimo al ritiro. Bottas, però, respinge questa lettura. La preparazione di una vita dopo le corse non significa necessariamente aver perso il desiderio di competere.

Anzi, la scelta di accettare la sfida Cadillac, pur conoscendo le difficoltà che avrebbe incontrato, sembra testimoniare una motivazione ancora molto forte.

«La cosa principale è cercare di ottenere il massimo da me stesso e di essere la versione migliore possibile di me. È lo stesso per le persone che mi circondano. Cerco di assicurarmi che anche loro riescano a dare il massimo».

Quando gli viene chiesto se riesca a immaginarsi un giorno lontano dall'abitacolo, ma ancora all'interno della Cadillac con un ruolo nello sviluppo della squadra, la risposta è significativa.

«Mai dire mai, ma spero che quel momento sia ancora lontano. Con tutto il duro lavoro che sto facendo in Cadillac, voglio prima o poi vederne i risultati».

Bottas ha preparato tutto per il suo futuro, tranne l''addio alla F1

Bottas vuole contribuire a costruire qualcosa e, soprattutto, essere ancora al volante quando quel lavoro comincerà a dare i suoi frutti. Del resto, gli esempi non mancano. Fernando Alonso e Lewis Hamilton hanno dimostrato che l'età, da sola, non rappresenta necessariamente un limite invalicabile.

«Se mi confronto con Fernando o Lewis, dovrei avere ancora qualche anno davanti a me».

Foto di copertina di Luca Martini / WHYOUT Images

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