Ferrari, la SF71-H convince a metà

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Otto giornate di test, sono quelli programmati prima del via del Mondiale di F1 2018, quattro sono quelle che se ne sono andate, e quattro sono quelle rimanenti.

Quattro giorni di prove, dove i team dovrebbero arrivare con una buona base su cui lavorare, per iniziare a svolgere le simulazioni di gara con il pieno di carburante, e soprattutto per iniziare a cercare i tempi per capire il potenziale delle vetture.

Base di lavoro, che in Ferrari, hanno faticato e non poco a trovare durante la prima sessione di test al Montmelò, funestate da pioggia e neve, e con oggettive difficoltà nel ricavare informazioni utili.

Poche informazioni, che non stanno consentendo a Maranello di capire a fondo il valore della nuova SF71-H, che ad oggi è mistero.

Mistero, perché gli uomini della Rossa stanno trovando molte difficoltà nell' estrapolare verdetti riguardo al passo, allungato rispetto al 2017, che sulla carta dovrebbe garantire un passo in avanti, ma che sta generando problemi per la messa a punto e per il set-up ideale della monoposto.


Vettura, che stando alle simulazioni e ai dati della galleria del vento, avrebbe un enorme potenziale, che purtroppo nella quattro giorni di test è rimasto inespresso.

Certo, va detto che non bisogna fare grande affidamento ai riscontri cronometrici, che non sono valutabili, poiché non si conoscono i carichi di carburante, le configurazioni aereodinamiche, e le mappature di motore utilizzate dai vari team.

Ferrari, che finora ha mostrato dei tempi senza cercarli, lavorando in prevalenza con gomme soft, che non sono gomme da temponi, e facendo innumerevoli prove aereodinamiche e comparative, sia tra set up, sia finalizzata a carpire dati dal passo lungo.

SF71-H, che però è stata annichilita dalla W09 e da Lewis Hamilton durante l'ultimo giorno di prove, dove Vettel ha incassato un gap di 0.7 secondi dall'inglese, il quale utilizzava gomme medie, contro le soft montate dal tedesco.

Distacco potenziale di più di un secondo dunque, che mette paura, non poco, ma che si vocifera sia stato ottenuto dalla Freccia d'argento con un basso carico di benzina, e che di fatto non sia un gap al 100% reale. Tempone, ottenuto, con poca benzina, dalla Mercedes, mentre si sa per certo che la Rossa ha girato sempre con carico di benzina, e senza cercare i tempi, e quindi il potenziale cronometrico sulla carta c'è, ora va solo estratto e messo in pista.

Da domani sarà al via la seconda e ultima tornata di test invernali, fino a Venerdì, durante la quale la Ferrari sarà per forza di cose chiamata a dare delle risposte, e dovrà trovare il modo di capire e far funzionare al meglio la SF71-H, rendere i piloti felici delle sensazioni che ricevono dalla vettura, e trovare tempi che siano più o meno allo stesso livello della Mercedes, per arrivare a Melbourne, il 25 Marzo, per completare il lavoro che è stato inziato la scorsa stagione, e stavolta, si spera, portarlo a termine, ovvero conquistare il Titolo Mondiale.

Fondamentale per gli uomini guidati da Maurizio Arrivabene, sarà non farsi prendere dall'emotivita e dalla pressioni che conseguono ad un debutto della nuova Rossa diverso dalle aspettative di Maranello,  peggiore del 2017, ma che comunque non pregiudica nessun tipo di performance e risultato, e che potrà essere solamente migliorato, grazie al duro lavoro sul setting e su delle novità che verrano prodotte e portate in pista sia a Barcellona sia a Melbourne.


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