GP Canada, Ferrari presente a metà, Mercedes in agguato

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Ferrari, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto nel venerdì Canadese?

Difficile da dire, poiché è alquanto difficile valutare la giornata della Ferrari sul circuito di Montréal, tanto che verrebbe da dire semplicemente bicchiere pieno a metà.

Pieno a metà, poiché le due SF90 di Sebastian Vettel e Charles Leclerc si sono rivelate molto forti, o meglio a livello Mercedes, nella simulazione di qualifica sulla pista che sorge sul fiume San Lorenzo, ma che non si sono rivelate altrettanto performanti nella simulazione gara, incamerando un bel gap dalla Mercedes del superstite Valtteri Bottas.

Nel box diretto da Mattia Binotto, i tecnici saranno chiamati ad una notte movimentata per provare a trovare la quadra a questa giornata a due facce, per mettere in pista domani una monoposto in grado di fare bene sia in qualifica che in gara e non una vettura che funziona al 50%, visto che una vettura forte in qualifica, retrocede poi in gara, (specie sul circuito dedicato a Gilles Villeneuve dove si sorpassa facilmente), e al contempo una vettura veloce in gara, difficilmente può ribaltare una situazione di uno-due di un team avversario se il gap si sviluppa sul filo dei centesimi di secondo.

Gli uomini del team Italiano dovranno, di fatto, estrarre ancora della performance dalla vettura, e giungere ad un compromesso di set-up tale da permettere a Charles e Seb di avere una vettura veloce e sul giro secco e sulla distanza, per ben figurare sulla pista (sulla carta amica) dell'isola di Notre Dame.

Pista amica si, per la SF90, che ben dovrebbe adattarsi ai lunghi rettilinei di questo tracciato semi-cittadino, che dovrebbe premiare le ottime doti motoristiche e il poco drag della Rossa, che però per fare bene, dovrà vedersela con i soliti noti, Lewis Hamilton e Valtteri Bottas e la loro Mercedes W10.

La Mercedes dal canto suo non si è fatta trovare impreparata, visto che Bottas ha chiuso il suo giro veloce a poco più di 0.1 secondi da Charles Leclerc, leader di giornata, mentre Lewis Hamilton ha concluso anzitempo la sua giornata a causa di un contatto contro un muro, in sesta piazza con un gap di 0.7 secondi dal leader.

Un giro, quello dall'inglese, che non ci da, almeno apparentemente il suo potenziale, visto che è stato fatto segnare con pista ancora abbastanza "green" e con gomme medie, che stando ai delta forniti da Pirelli dovrebbero essere 0.5, 0.6 secondi più lente delle Soft (quelle dei primi tre).

Ed ecco che allora, con un'ardita operazione matematica, il potenziale di Lewis si ricava facilmente, sottraendo al suo gap dal Monegasco della Ferrari il delta fornito da Pirelli, si giunge ad un gap virtuale di 0.1, 0.2 secondi dalla Ferrari numero 16.

Molto molto più solide e veloci sono state invece le W10 sul passo gara, dove Bottas ha rimarcato l'ormai nota differenza cronometrica tra la vettura di Brackley con quella di Maranello, anche se ha evidenziato dei problemi di surriscaldamento sulle gomme posteriori, sinotomo forse, di un long run abbastanza spinto e non in gestione come si potrebbe pensare.

Opache invece le Red Bull di Max Verstappen e Pierre Gasly, che hanno concluso il lavoro in 11° e 12° piazza, attardati dai primi, pagando molto probabilmente lo scotto di una Power Unit Honda non ancora a livello della concorrenza, visto che quella di Montreal è il primo vero banco di prova per i vari propulsori, anche se ne siamo più che certi domani saranno almeno in 5° e 6° piazza a ridosso dei primi quattro.

Benissimo incece Carlos Sainz, che ha piazzato la sua McLaren in quarta posizone, dando prova del suo enorme talento (riprendendosi i gradi di capitano nel team a scapito del rookie Lando Norris), e certificando un processo di crescita del team di Woking, ormai quarta forza nel Mondiale.

Per finire, va segnalato l'ulteriore passo indietro del team Alfa Romeo Racing, che da Barcellona sembra essere disperso, visto che Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi sono tornati a navigare nelle retrovie, dalle quali con molta fatica il team di Hinwil si stava risollevando.



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