Vettel, in Canada non ho colpe, presto arriverà la vittoria

Vettel, in Canada non ho colpe, presto arriverà la vittoria

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La Formula Uno si appresta ad affrontare l'ottava prova stagionale, in Francia sul circuito del Paul Ricard.

In realtà però, sembra di essere ancora al settimo round, in Canada, visto che nel paddock del Castelet tiene ancora banco la disputa sulla legalità o meno della penalità inflitta a Vettel due settimane fa, a seguito di una presunta azione pericolosa del tedesco ai danni di Hamilton.

Anche nella tradizionale conferenza stampa del giovedì in casa Ferrari, il tema predominante è stato, come detto, quello legato alla scorsa gara.

Per questo, dunque, nell'iniziare il suo weekend, Vettel ha per prima cosa espresso un giudizio proprio su quanto accaduto  a Montréal, e ha brevemente rivolto uno sguardo alla gara che si appresta ad affrontare, al Paul Ricard:

Sul ricorso non so che dire, mantengo il mio punto di vista già espresso in Canada. Su questa pista abbiamo un mix di caratteristiche positive e negative per la nostra vettura”.

Ricorso che la scuderia Ferrari ha presentato alla FIA, che verrà discusso nella giornata di Venerdì alle 14 circa con gli steward del Canada, sul quale Seb continua a professare la sua innocenza, o meglio la non volontarietà della sua azione di chiudere Hamilton al muro all'uscita di curva 3.

Per quanto riguarda l'approccio al fine settimana transalpino, il quattro volte campione del mondo non si sbilancia, sottolineando quanto questa pista sia un'ibrido tra le caratteristiche favorevoli (T2 con i lunghi rettilinei e curve veloci come Signes) e quelle sfavorevoli alla Rossa (primo e terzo settore)

Andando maggiormente nel particolare con le domande, il Ferrarista è stato stuzzicato anche sull'argomento Mondiale:

Il campionato? Non ci vuole un genio per capire che dobbiamo fare molti punti”

5 punti a gara, dovrebbero essere recuperati, per la precisione, da Vettel e dalla Ferrari per puntare all'Iride.
Diffcile, molto anzi moltissimo, ma matematicamente non impossibile.

Ma, come lascia intendere il tedesco serve mettere in atto l'opposto di quanto messo in mostra fino a questo momento, iniziando già dalla Francia a interrompere l'egemonia Mercedes.

Domande su domande, ma quelle più frequenti nella conferenza stampa nell'hospitality Ferrari, sono state senza dubbio quelle in merito all'episodio di Montréal e alla possibilità di ribaltare la sentenza Nordamericana:

Domani dovremo provare a riaprire il caso e vedere se riusciamo a ridiscutere il giudizio. In Canada non ho frenato dopo la curva 3. Cambiavo il punto di frenata in funzione delle necessità di risparmiare carburante e recuperare energia per le batterie. Non ero preoccupato dopo quel lungo, ero in testa e avevo del carburante da gestire. Non ho perso concentrazione. Ho provato a fare di tutto per restare in pista. Non era semplice sorpassarmi e Lewis continuava a fare bloccaggi al tornantino”.

Fermo sulle sue posizioni, il numero 5 di Maranello, che non perde occasione per sottolineare la sua innocenza, e l'involontareità della sua azione, frutto solamente del lungo causato da un suo errore.

Pacifiche, ma anche molto politiche le parole del pilota di Heppenheim, che pone l'accento sui vari errori di Lewis Hamilton, che non è mai stato una reale minaccia per la sua leadership, mandando così indirettamente ai giudici il messaggio che l'inglese non ha assolutamente adattato la sua andatura di gara in funzione della penalità di Seb, non facendo prendere molto sul serio eventuali repliche di Mercedes.

In conclusione, "Baby Schumi" ha indirizzato un pensiero al suo team mate, Charles Leclerc, spendendo per lui belle parole, e analizzando infine la mancata vittoria della Ferrari che manca da Austin 2018, e a Seb da Spa 2018:

Leclerc in Barhain avrebbe dovuto vincere ed a Monaco era competitivo. È un pilota forte con un gran futuro davanti. Io non vinco dal GP di Spa ma non sono frustrato. Non è che nelle ultime 15 gare avremmo potuto vincere e io mi sono lasciato scappare l’occasione. Potevamo vincere in Bahrain con Charles, io in Canada in fondo sotto la bandiera a scacchi ero primo”.



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