Troppo qualificati
Ringraziamo Lewis Hamilton per lo spettacolo concesso…

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A quasi dieci anni dal suo debutto in Formula Uno (era il marzo del 2011, al volante della Sauber), il buon Sergione Perez (10 e lode) ha finalmente riacciuffato quella vittoria che gli era scivolata dalle mani in Malesia nel 2012. Il messicano è stato autore di una vera e propria rimonta capolavoro, dopo che la Ferrari “Testacalda” di Leclerc lo aveva fatto precipitare in ultima posizione. Non poteva scegliere un modo migliore per sospendere una carriera vissuta tra alti e bassi.
La carta migliore se l’è giocata nel modo peggiore: nel 2013, alla McLaren, sostituiva Hamilton, ma una serie di combinazioni del destino ne chiusero l’avventura dopo una sola stagione. L’anno seguente l’accasamento alla Force India tra luci e ombre, ma senza mai la concreta possibilità di centrare il bersaglio grosso. Poi, non appena il futuro sembrava farsi radioso è intervenuto Vettel a rubargli il primo sedile della Aston Martin: insomma il curriculum di Perez non si può definire dei più felici, soprattutto se si dovesse interrompere tra pochi giorni.


Di posti liberi, per il 2021, ce ne sono ancora due. La decisione sul primo, e più ambito, spetta solo a Lewis Hamilton: e chissà che la domenica passata in pantofole non gli abbia fatto cambiare prospettiva sul proprio futuro. Noi ce lo auguriamo; soprattutto se, agli anni di monologhi, si prospettano gare sfavillanti come quella di questa sera.

Per la prima volta abbiamo fatto il tifo per una Mercedes diversa dalla numero 77: e Russell (10) ci ha davvero scaldato il cuore. Solo un accanimento della malasorte gli ha impedito di conquistare la prima vittoria e con essa di scatenare i legittimi dubbi sui meriti dei titoli di Hamilton. Non discutiamo sulle qualità di King Lewis, ma sulla frase di Verstappen, secondo cui il 90% dei piloti presenti in griglia, con quel missile terra-aria, potrebbe vincere un mondiale. George fa sicuramente parte di quella schiera: adattatosi ad una postazione scomoda, costretto a guidare con un numero in meno di scarpe, alle prese anche con delle bizze del software nel momento clou della gara, ha dato una vera e propria lezione di guida. E dire che anche lui, come Perez, a un certo punto ha rischiato di rimanere appiedato…

Certo, anche l’anno prossimo dovrà mangiare la polvere nelle retrovie, ma, qualora il campione del mondo decidesse di piantare il volante al chiodo, avrebbe molte più chance di prenderne il posto.

Appartiene senza dubbio al rimanente 10% Valtteri Bottas (1), la cui prestazione può essere liquidata prendendo in prestito l’opinione di Jacques Villeneuve: “vergognosa”.

Il bravo e sfacciatamente fortunato Ocon (8), al miglior piazzamento in carriera, siede alla destra del vincitore, mentre il podio è completato dal “figlio di” Stroll (7), che non avrà la pasta del compagno di squadra (la seconda posizione, con la Mercedes rosa, era sicuramente alla sua portata), ma ha dimostrato di saper fare dei significativi progressi in questa stagione.

Max Verstappen, possibile contendente per la vittoria, è stato eliminato da kamikaze Leclerc (3). Il povero monegasco si danna l’anima ogni fine settimana per tirare fuori da quel cancello che risponde al nome di SF1000 anche quello che non c’è, ma non tutti i giri possono essere ipnotici come quello delle qualifiche. Di errori si tratta, ma l’unica cosa per cui ci sentiamo di condannare Charles sono i danni collaterali. La Ferrari ha messo il blasone più pesante sulle spalle di un ragazzino poco più che debuttante, ed è normale che la foga gli possa giocare brutti scherzi.

Ne sa qualcosa il buon Max (sv) che abbiamo criticato aspramente nei primi due anni di Red Bull, in cui sembrava guidare col joypad della PlayStation. Poi anche lui è maturato, come dimostra la sua prudentissima staccata alla curva quattro. Siamo certi che il Verstappen 2017 avrebbe tirato dritto facendo strike, oggi invece si è immolato da solo per evitare di rovinare la gara degli altri. Complimenti.

Ci sarebbe piaciuto scrivere qualcosa anche su Norris (6), altro pilota del quartetto dei predestinati, ma oggi la sua McLaren è stata oscurata da quella di Sainz (8). 

Spegniamo la TV con una raccomandazione per Hamilton: Lewis, riposa bene e non affrettare il tuo rientro. Magari ad Abu Dabhi ci divertiamo di più.

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