GP Sakhir: apoteosi Sergio Perez sul disastro della Mercedes
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Doveva essere il gran premio del favorito Bottas, dell’esordiente in Mercedes Russell e degli intraprendenti Verstappen - Leclerc, invece si è trasformata in una delle pagine più inaspettate nella storia recente della Formula 1.

Sergio Perez, il pilota senza contratto per la prossima stagione, vince il gran premio del Sakhir e fa trionfare la Racing Point.

A completare il podio un solido Ocon ed il “figlio del capo” Stroll. In una gara da incorniciare per il messicano, si segnalano gli errori clamorosi dei grandi favoriti. A partire dalla Mercedes che, come poche volte, incappa in errori imperdonabili: clamoroso lo scambio di gomme nei pit stop di Russell e Bottas.

Il britannico mette in luce tutte le difficoltà di un Bottas che non riesce a reggere la pressione e termina la gara all’ottavo posto. Russell, oltre agli errori del team, paga anche la foratura negli ultimi giri di gara che vanificano una possibile vittoria.


Oltre alle due frecce nere, deludono infinitamente anche Verstappen e Leclerc: i due piloti terminano fuori subito al primo giro a causa di un errore gravissimo del monegasco.

Un’altra occasione persa per la Ferrari di essere protagonista in questo 2020.

La Gara

Un circuito diverso ma anche condizioni atmosferiche leggermente differenti rispetto alla scorsa settimana in Bahrain: 4-5 gradi in meno ed un fastidioso vento che sposta sabbia sulla pista.

Allo spegnersi dei motori, super spunto di Russell che super Bottas. Ancora difficoltà in partenza per il finlandese che finisce per fare da “tappo” agli inseguitori. Dopo qualche curva, però, subito bandiera gialla per la prima clamorosa svolta della gara: contatto tra Leclerc e Verstappen e piloti che finiscono fuori pista contro le barriere. Coinvolto anche Sergio Perez autore di un grande spunto al primo giro: il pilota della Racing Point, però, resta in pista e riesce a rientrare ai box per proseguire la gara.

Nel frattempo, tanta paura anche nelle retrovie con un incidente occorso a Raikkonen all’altezza del tristemente noto “guard rail di Grosjean”. In regime di safety car, la classifica provvisoria recita: Russell, Bottas, Sainz e Ricciardo. Al sesto giro riparte la gara con un indemoniato Sainz che attacca subito Bottas per il secondo posto. Il finlandese si ritrova a due secondi da Russell che, da battistrada, comincia ad allungare in testa. Dopo l’ottimo spunto iniziale e l’incidente avuto con la coppia Verstappen – Leclerc, Perez inizia la sua rimonta dalle retrovie arrivando subito ad attaccare Albon al decimo posto. Una sfida che infiamma la gara e coinvolge anche Norris che viene passato sia dal pilota Red Bull che Racing Point.

Superati i venti giri, le Mercedes fanno il vuoto sugli inseguitori e diventa una sfida a due tra Russell e Bottas. Dai box viene chiesto al finlandese di chiudere il gap con il leader della corsa. Nel frattempo inizia la girandola di pit stop per tutti i piloti in gara a cavallo del trentesimo giro. Ne approfitta delle nuove gomme Kvyat che piazza il giro veloce in 0:57:580 nonostante il nono posto occupato in pancia al gruppo. I primi quattro continuano a girare, invece, senza fermarsi ai box: oltre alle due Mercedes, proseguono anche Stroll ed Ocon. Il pilota della Racing Point rientra al 43esimo giro e, al terzo posto, si inserisce Perez che completa una grandissima rimonta dopo il fuori pista del primo giro.

Tre giri dopo è il turno del pit stop di Russell che monta gomma bianca e si lancia all’inseguimento di Bottas macinando giri veloci. Il finlandese non riesce ad allungare più di tanto e viene richiamato ai box esattamente al cinquantesimo giro lasciando strada libera al compagno di squadra britannico. Russell è indemoniato e pregusta la possibilità del colpo grosso: si prende il giro veloce in 0:56.644. Superata metà gara, la tensione e le scelte di strategia diventano fondamentali.

Si ferma e si ritira Latifi a bordo pista, mentre problemi per Vettel all’anteriore sinistra durante il secondo pit stop.

Al giro 61 Bottas sa che non può alzare bandiera bianca contro Russell e piazza il giro veloce in 0:56:653. Il finlandese approfitta anche della virtual safety car imposta per detriti in pista dopo l’incidente di Aitken. Poco dopo da virtual si passa a safety car vera e propria e succede di tutto al box Mercedes: errore clamoroso dei meccanici che confondono le mescole delle gomme nei pit stop di Russell e Bottas. Un colpo di scena inaspettato che permette a Perez di prendersi il primo posto.

La safety car rientra al 68esimo giro con il pilota della Racing Point davanti ad Ocon e Stroll, mentre i direttori di gara mettono sotto investigazione i cambi gomme in casa Mercedes. Nel frattempo è sfida aperta tra le due frecce nere con Russell che passa Bottas e si lancia alla super rimonta.

Nel giro di pochi giri, il giovane britannico si prende il secondo posto superando anche Stroll ed Ocon. Crisi nera, invece, per il compagno di squadra finlandese che non riesce a guadagnare posizioni restando al quinto posto.

A dieci giri dalla fine, Bottas finisce addirittura in ottava posizione superato da tanti piloti. Ma non è finita perché la Mercedes si ritrova ad affrontare una nuova grana: foratura per Russell che è costretto a rientrare ai box e dal secondo posto si ritrova quindicesimo. Un uragano di emozioni pazzesco che mette ai primi tre posti provvisori: Perez, Ocon e Stroll a sette giri dalla conclusione.

A cinque giri dalla fine, arriva anche la comunicazione dell’investigazione su Russell al termine della gara per la “questione gomma”. Alla bandiera a scacchi, è il trionfo di Sergio Perez a brillare nella notte del Bahrain. Il pilota messicano vince sulla Racing Point, con lo stesso team che ha deciso di non rinnovargli il contratto per la prossima stagione.

Una vittoria bellissima davanti alla Renault di Ocon ed al compagno di squadra Stroll. Lontanissimi Bottas e Russell, in una domenica disastrosa per la Mercedes.

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