Sainz sbotta: Io come Barrichello? No, sono alla pari di Charles. Sull'addio alla McLaren...
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Quando mancano ormai otto gare alla fine del Mondiale 2021, Carlos Sainz è al settimo posto della classifica piloti a 6,5 lunghezze dal compagno di squadra Charles Leclerc. Un risultato che lo soddisfa, ma non a pieno visto che le sue ambizioni alla guida della Ferrari sono ben altre. Di questo e di tanto altro (compresa la serie tv su Schumacher) lo spagnolo ne ha parlato ai microfoni di MARCA. Di seguito le dichiarazioni.

Sulla prima stagione alla guida della Rossa

"Oggi con la SF21 sono veloce e a mio agio, ma commetto ancora errori per una mancanza di conoscenza completa della vettura. Ci vuole del tempo per tirare fuori il massimo e alcune volte ne paghi le conseguenze durante i GP. Ma il meglio deve ancora venire. Voglio lottare per più podi nelle ultime gare del 2021".


Sul Gp di Montecarlo

"Mi sono goduto il podio, ma ero ancora furioso per il 4° tempo nelle qualifiche del sabato".

Sui Gp rimanenti

"Ci sono circuiti che mi piacciono come Austin e Città del Messico. L'obiettivo sarà correre sempre più a mio agio nella SF21, preparandola al meglio. Vorrei poter essere competitivo per il podio come ci è successo a Monaco e Silverstone. Neanche in Ungheria ci aspettavamo il mio 3° posto. Anche se, onestamente, gli sforzi li stiamo quasi tutti facendo sulla Ferrari del 2022”.

Sul 2022

“Ci lavoriamo da gennaio, noi il 90% delle volte al simulatore. A Maranello tutti ci riuniamo per parlarne e continuare a progettarla, vogliamo lottare con gli altri l’anno prossimo”.

Sul docufilm dedicato a Michael Schumacher

"Non è stato all'altezza per me, avrei fatto 10 capitoli con più dettagli tecnici, ma è spettacolare ed emozionante. Io come Barrichello? No chiaramente, voglio essere campione del mondo un giorno. Il tempo mi dirà se sarò capace”.

Sulla competizione con Leclerc

"Con Charles siamo molto alla pari, otteniamo millesimi in una curva e nell'altra, non ci sono differenze di telemetria, e tutto ciò mi dà fiducia. Adesso lui ha però più confidenza in gara, nei sorpassi e nelle uscite, conduce bene la macchina nel traffico e anche quando c’è aria sporca. Non sono ancora il Carlos aggressivo di sempre, quello che si butta in ogni buco al limite, ma lo diventerò. Non sono analitico e calcolatore".

Sulla McLaren

"A Monza hanno vinto una gara e tutti mi hanno scritto ‘Accidenti, se fossi rimasto avresti potuto vincere’. Io dico no, sto vivendo l’anno più bello della mia vita in Ferrari, non lo cambierei per nessuna cosa. Non sta andando affatto male, ma non ho avuto i weekend perfetti che ho fatto alla McLaren. Vedremo nelle prossime stagioni se avrò sbagliato scelta o no".

Sulla vita in Ferrari

"In Ferrari hanno una F1 a tre posti, ci ho potuto portare i miei genitori come non mi era mai capitato prima. Provare Ferrari degli Anni 70, girare a bordo di una SF90 da 1.000 Cv con amici o mio papà (il due volte iridato rally Carlos Sainz senior, ndr). È tutto speciale".


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