Dopo la notte c’è un sorriso grande, ed è quello di Daniel Ricciardo
Che piacere vederlo tornare a sorridere dopo mesi di legnate subite dal terribile compagno di squadra (9), giunto alle sue spalle a completare nel modo più bello il week-end perfetto per la McLaren.

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Che piacere veder tornare Daniel Ricciardo (10 e lode) a sorridere dopo mesi di legnate subite dal terribile compagno di squadra (9), giunto alle sue spalle a completare nel modo più bello il week-end perfetto per la McLaren. Big Smile, questo uno dei suoi soprannomi nel paddock, è stato il primo uomo a riportarla sul gradino più alto dopo nove anni di notte profonda. Un progresso che viene da lontano: nona nel 2017, sesta nel 2018, quarta nel 2019, terza nel 2020, ancora temporaneamente terza dopo i risultati odierni. Eppure mancava ancora la cosa più importante, quella vittoria che fa parte del DNA del team inglese: quasi una maledizione, soprattutto dopo la gara di un anno fa, in cui Sainz fu beffato da Gasly.

A differenza di quanto successo dodici mesi fa, quando il risultato fu condizionato da una serie di episodi rocamboleschi, oggi il primo posto non è mai stato messo in discussione: merito di una partenza magnifica da parte di Ricciardo (la chiave di volta del GP) e della proverbiale velocità delle monoposto papaya, insuperabili per chiunque.


Intendiamoci, anche oggi non sono mancati i colpi di scena, e quello più spaventoso e spettacolare è proprio tra i due contendenti al titolo iridato. C’è poco da girarci intorno: la colpa dell’incrocio pericoloso è da attribuirsi a Verstappen (4) che, vistosi superato per pochi centimetri da Hamilton (5) ha adottato la tecnica della “mammasalvami” che in passato è stato un suo marchio di fabbrica. Non poteva non essere consapevole, infatti, che l’aver tenuto giù il piede in mezzo alla prima variante avrebbe causato il contatto con Lewis e soprattutto che, la conseguente eliminazione di entrambi, sarebbe stato il male minore per come si erano messe le cose.

Tutto questo, naturalmente, si sarebbe potuto evitare se:

  • Verstappen fosse partito decentemente;
  • Alla Red Bull non ci avessero messo una settimana a fargli il pit-stop;
  • Hamilton non lo avesse scambiato per Vettel, alla prima chicane;
  • Alla Mercedes non usassero la tombola per scegliere le strategie.

Forse l’olandese sarà penalizzato di qualche posizione in più del dovuto, riparando così la vergognosa decisione del Belgio; resta il fatto che, a otto (forse) gare dal termine i due protagonisti sono separati da cinque miseri punti, e quindi è come se il campionato iniziasse a Sochi.

Ultime parole per lo sfortunatissimo Giovinazzi (6): messo KO da Sainz dopo una partenza stupenda, non ha trovato il modo di riprendersi dalle retrovie a cui si era aggrappato con la safety-car. Con gli ulteriori punti portati nel carniere Williams da Russell (8), l’ottava posizione nella classifica costruttori è irrimediabilmente compromessa per l’Alfa Romeo.

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