INTERVISTA LIUZZI

Dopo il trionfo di Max Verstappen in Messico, la Formula 1 ripartirà dal Brasile per il quartultimo appuntamento del mondiale. Si prospetta un weekend infiammato per diversi motivi. Intanto, però, in attesa che il Gran Premio ci regali nuove emozioni, ci sono molti temi bollenti che meritano una riflessione. Ne abbiamo parlato in esclusiva con Vitantonio Liuzzi, ex pilota ed oggi giudice di gara. Di seguito l'intervista tra passato, presente e futuro della massima categoria motoristica.

L'intervista a Vitantonio Liuzzi

Tonio Liuzzi Formula1.it

Salve Tonio, innanzitutto grazie per la disponibilità!

"È un piacere".


Come sta?

"Tutto bene, domani (oggi, ndr) si parte per San Paolo. C'è la gara di Formula 1 in Brasile questo weekend. Sarò lì in qualità di giudice".

Abbiamo notato che ancora si diverte a sfrecciare in pista di tanto in tanto…

"Sì si, ogni tanto faccio ancora qualche corsa a destra e sinistra per sfogare un po' l'adrenalina. Altrimenti poi si implode".

Torniamo indietro nel tempo, partendo dai Kart e da quel mondiale vinto con Schumi in pista….

"Sono sicuramente bellissimi ricordi. Ho avuto la fortuna di iniziare molto positivamente il mio percorso, ottenendo buoni risultati sin dai tempi dei Kart. Ho vinto vari campionati italiani, europei e mondiali fino a coronare il sogno del titolo mondiale più difficile proprio nell'anno in cui corse con noi Michael Schumacher, nel 2001. Con quel trionfo diventai il campione di Kart più famoso della storia, grazie anche alla presenza di Michael. Fu proprio quel titolo a lanciarmi a pieno nel mercato delle monoposto".

Ci parla del suo rapporto con Michael Schumacher?

"Fino a prima del suo grave incidente eravamo molto amici. In pista passavamo spesso del tempo assieme, c'era tanto rispetto tra di noi. Soprattutto perché Michael da grande appassionato di Go Kart rispettava tantissimo chi andava forte nella categoria. Quindi, dopo la mia vittoria nel 2001, si instaurò subito un bellissimo rapporto, che è continuato ovviamente anche quando abbiamo corso insieme in Formula 1".


Qual è il suo più bel ricordo relativo alla Formula 1?

"Probabilmente, il mio più bel ricordo è legato al primo punto iridato ottenuto all'esordio in Formula 1 al Gran Premio di Imola. Era il 2005 e correvo per la Red Bull. Di fronte al pubblico italiano fu un bellissimo traguardo, anche perché poi in qualifica riuscii a piazzarmi subito prima di Coulthard, mio compagno di squadra, e Michael Schumacher. Fu un primo giro molto intenso".

Che ne pensa dei piloti "raccomandati" in Formula 1?

"Purtroppo fa parte dello sport moderno. Devi avere tanti sponsor e agganci per andare avanti. Ci aggiungerei anche il culo parato con i media. Sono tante le combinazioni che ti fanno essere un pilota di successo. Io ho avuto la fortuna di appartenere ad un'epoca un po' più meritocratica, dove sono stato bravo a costruirmi la mia carriera con i risultati. Adesso è cambiato tutto, tanto, troppo forse".

La situazione si è aggravata con la Pandemia?

"Non penso, è un trend che è iniziato già qualche anno fa".


Capitolo Driver Academy della Red Bull. Troppi talenti bruciati? 

"Mah, sai, quando si è in vetta bisogna guardare un attimino agli interessi del Team. La Red Bull ha avuto in passato la possibilità di investire su tantissimi giovani. Ha fatto il bello e il cattivo tempo, permettendo a molti ragazzi di arrivare fino alle categorie pre-formula 1 per poi valutare un loro ingresso nella classe regina. Purtoppo, Albon ha dimostrato di non essere competitivo. Idem Gasly, che nella mezza stagione in Red Bull le ha sempre prese dal suo compagno di squadra. Le conferme vanno meritate sul campo. Adesso Gasly sta dimostrando di essere maturato, vedremo. Io dico sempre che bisogna essere nel posto giusto al momento giusto. Forse per Pierre la Red Bull era il posto giusto nel momento sbagliato, un peccato. Tornando ad Albon, non penso che Alex si un talento così sonoro da poter meritare un sedile in Red Bull o da poter essere paragonato a Verstappen. L'olandese è un livello nettamente superiore, anche rispetto a molti altri".

Che idea s’è fatto della lotta Hamilton-Verstappen?

"Sarà un campionato tiratissimo fino all'ultimo Gp. Sia Hamilton che Max stanno dimostrando di non voler mollare neanche un millimetro. Penso proprio che potremo goderci questa battaglia fino ad Abu Dhabi. È un bene per la Formula 1, abbiamo finalmente un campionato tirato. Ci sono due grandi campioni che se le stanno dando di santa ragione, sfruttando le loro diverse qualità e rendendo le gare molto interessanti. Sono proprio curioso di scoprire come andrà a finire. Era una cosa che ci mancava, questo sport lo merita".

Che ne pensa delle frequenti uscite polemiche da parte di Alonso?

"Fernando dovrebbe pensare più a tener giù il piede e meno a fare politica. Sai, a volte, tanti piloti che sono arrivati ad un certo punto della loro carriera si annoiano un po' e cominciano a fare i politici. Va benissimo dire la propria idea però... Per quanto riguarda la situazione specifica, credo che Fernando non abbia ragione. Secondo me dovrebbe fare meno il politico - ruolo che sta rivestendo negli ultimi tempi - per concentrarsi maggiormente sull'andare forte in pista".

Vettel, ultimamente, ha parlato di 'soldi sporchi' (con riferimento al Gp in Arabia) e di una Formula 1 'poco green'. Ha ragione?

"Evidentemente anche lui è annoiato dalla solita routine. Non vedo il motivo di parlare di politica o di investimenti. Queste sono cose troppo più grandi di tutti noi. Sono decisioni che prende la Federazione, la quale ben sa dove ci sono i soldi e i fondi per portare avanti la Formula 1. A tutti piacerebbe vedere le gare solo a Spa e Monza, ma sappiamo benissimo che non è possibile".

Le piacciono la Sprint Race e le altre idee in cantiere?

"Sono idee che possono catturare l'interesse del pubblico. La Sprint Race l'ho vissuta a Monza, da steward, e devo dire che mi ha interessato. Sono idee che vanno un po' rimodellate. Le 6 mini-gare nel 2022 penso possano rendere il tutto più interessante. Avremo weekend più frizzanti".

Che ne pensa della situazione di Antonio Giovinazzi?

"È una situazione difficile per Antonio, che purtroppo un po' per demerito un po' per sfortuna non è risucito ad ottimizzare i risultati. Quando non arrivano i risultati è difficile riuscire a mantenere il posto, soprattutto in un team che ha bisgono di budget di sostegno. Considerato che ci sono un sacco di piloti dietro di lui che cercano di accaparrarsi il suo posto, un po' me l'aspettavo. Non dico che sia colpa di Antonio, come dicevo prima, bisogna stare al posto giusto nel momento giusto".

Cosa è successo al movimento italiano?

"Purtroppo il movimento italiano non esiste, perché in tanti anni non è mai stato supportato. Noi piloti della vecchia guardia, in particolare io, Trulli e Fisichella, siamo cresciuti all'estero e non in Italia perché non abbiamo mai avuto il supporto della nazione o delle case automobilistiche. Quindi ci siamo dovuti fare da soli. Antonio ha goduto di un pizzico di supporto in più con l'arrivo di Marchionne in Ferrari, ma con la morte improvvisa di quest'ultimo le cose poi sono cambiate. In generale, dico che sarebbe necessario un po' di supporto da parte delle istituzioni, delle case, degli italiani...".

Lei è stato sfortunatamente colpito dal Covid in prima persona. Ci salutiamo con un messaggio di sensibilizzazione?

"Io penso coloro che hanno deciso di vaccinarsi hanno deciso di aiutare se stessi e il prossimo. Bisogna cercare di convincere tutti a farlo. Questo virus non è uno scherzo, io l'ho vissuto e mi ha portato in una corsia di ospedale. Anche se fortunatamente ce l'ho fatta, posso confermare che tante persone che si trovavano lì erano veramente messe male. Pensavo di perderle da un momento all'altro. Il Covid non si deve sottovalutare".

Grazie mille Tonio!

"Gazie a voi!".

a cura di Giuseppe Canetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE FORMULA1.IT


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liuzzi | red bull | formula 1 | covid | schumacher | alonso | vettel | verstappen | hamilton | giovinazzi |


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