Il GP Austria si è disputato 37 volte, la prima nel 1964 quando si gareggiò a Zeltweg. Per la seconda edizione si dovette però attendere il 1970 ma da quel momento divenne un appuntamento fisso fino al 1987.
Poi è stata la volta dell’A1 Ring, in seguito diventato Red Bull Ring. Rispetto alla MotoGP, le monoposto non affrontano la chicane posta poco oltre la metà del rettilineo tra le curve 1 e 3.
Secondo i tecnici del gruppo Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti di Formula 1, il Red Bull Ring da 4.318 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni.
In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3 perché ogni giro le frenate sono 6, per un carico complessivo sul pedale di nemmeno 6 quintali e mezzo. Solo le prime 3 sono della categoria Hard: 2 sono Medium e una Light. In un giro i piloti usano i freni per 8,6 secondi, pari al 13 per cento della gara.
La curva più dura del Red Bull Ring per l’impianto frenante è la 3 in cui le monoposto passano da 306 km/h a 78 km/h in 2,58 secondi durante i quali percorrono 112 metri. Elevato lo sforzo richiesto ai piloti in quel frangente: 4,6 g è la decelerazione massima a cui sono sottoposti e 142 kg il carico che devono esercitare sul pedale del freno.
La potenza frenante è invece di 2.355 kW.
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