Antonelli sta vivendo un periodo fatto di ombre e pochissima luce. Il contatto avuto in pista ieri con Charles Leclerc è solo la punta dell’iceberg. Gli errori come quello che ha commesso in curva-3, a Zandvoort, non dovrebbero accadere, ma capitano. Specie quando un rookie si ritrova a duellare contro un pilota esperto e di talento come il monegasco. Errori come quello succedono e accadranno di nuovo. In questa sede non faremo dell’episodio avuto con il ferrarista il punto focale del discorso.
Ciò che volgiamo analizzare è il periodo di difficoltà che sta attraversando il giovane della Mercedes. L’italiano, classe 2006, ha avuto un inizio di stagione tutto sommato buono e abbastanza lineare. Ha conquistato un quarto posto al debutto per poi ottenere per quattro volte il sesto posto nelle cinque tappe che sono susseguite. Ad Imola, Monaco e Barcellona sono giunti tre zeri, ma Kimi aveva dimostrato di essere sul pezzo conquistando il suo primo podio in carriera in Canada, arrivando terzo alle spalle di Russell e Verstappen.
Fino a questo momento la sua stagione era positiva. Molto positiva per essere un rookie. Secondo chi scrive, il castello che Kimi si è costruito nella sua testa a Montréal però, è durato pochissimo. Anzi, è crollato subito in Austria. L’italiano arriva a Spielberg molto sicuro di sé. Parla delle ultime gare in cui non era riuscito a raccogliere punti, e del Canada come se fosse la luce in fondo al tunnel, il GP che gli avrebbe fatto svoltare la stagione. Antonelli affermerà di essersi spesso limitato a svolgere il compitino fino a quel momento e ora che era arrivato il podio, avrebbe potuto tentare un altro approccio al weekend. Un approccio più grintoso, più sperimentale.

È qui, secondo chi scrive, che sono nati i problemi. Al Red Bull Ring, proprio dove aveva fatto una dichiarazione così forte, si deve ritirare a seguito di un suo errore: blocca le ruote in curva-3 e tampona buttando fuori anche il quattro volte campione del mondo Max Verstappen. A Silverstone poi subisce un altro ritiro, stavolta incolpevole, messo fuori da Hadjar che lo centra in pieno per scarsa visibilità.
A questo è seguito lo zero del Belgio, il decimo posto (un solo punto) in Ungheria e ancora lo zero di ieri in Olanda. Una scia negativa che noi abbiamo ipotizzato sia iniziata con un eccesso di euforia e che potrà terminare solamente dopo un’attenta analisi, non tanto da parte di Kimi, ma anche del team Mercedes. Troppo iperprotettivo.
Perché ci può stare la linea di voler proteggere Antonelli alzando un muro per aiutarlo a isolarsi e pensare solamente a correre, soprattutto dopo quanto accaduto a Monza lo scorso anno. Però anche agendo in questo modo non è detto che gli si faccia del bene. È chiaro che ci sia qualcosa che non va alla base di queste performance. Sembra però come se i problemi di Kimi siano diventati una sorta di Tabù per la Mercedes. La squadra non ne parla, Andrea non ne parla di conseguenza e tutto si complica.
Gestire un pilota di 19 anni non è facile. Si ritrova in Formula 1 a fare i conti con i grandi, con le icone dello sport, e alla sua stagione d’esordio ha avuto già la possibilità di lottare e ‘scontrarsi’ (nel vero senso della parola) con due delle figure più importanti all’interno del paddock: Verstappen e Leclerc.
I problemi vanno affrontati ed evitare di parlarne e/o nascondere Antonelli dentro una bolla non lo aiterà di certo. Anzi, non farà altro che complicare la situazione.
Foto: Mercedes
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