Nei primi, frenetici istanti della Sprint Race di Austin, Lewis Hamilton si è trovato invischiato in un bel pericolo: non solo doveva evitare le vetture attorno a lui, ma si è visto anche arrivare un pezzo di carbonio, perso da un'altra macchina, verso l'abitacolo. Per fortuna che l'oggetto ha trovato l'halo nella sua traiettoria, il quale ha deviato il percorso facendo solo rimbalzare il detrito sul casco del pilota.
Una situazione non prettamente fatale, ma che poteva avere degli esiti ben peggiori se non ci fosse stato quel dispositivo di sicurezza. E pensare che proprio Hamilton nel 2016 fu uno di suoi detrattori, come scrisse sotto un post su Instagram: "Questo è il peggior cambiamento nella storia della Formula 1. Apprezzo la ricerca sulla sicurezza, ma questa è Formula 1". Il britannico non fu il solo a criticare l'innovazione, bacchettata anche come "infradito" da molti. Eppure, nel corso degli anni, è stato uno strumento indispensabile per salvare delle vite.

Ripecorrendo gli ultimi anni di corse, non si può che citare l'incidente di Zhou a Silverstone nel 2022, quando il pilota si trovò a scivolare con la macchina cappottata per parecchi metri a una velocità folle, ma la testa era sollevata da terra proprio grazie all'halo. Un altro episodio in cui fece la differenza vede ancora Hamilton protagonista: nel 2021, nell'accesa lotta per il Mondiale, a Monza Verstappen prese il cordolo della prima variante, finendo poi a impattare contro il britannico e trovandosi con la sua ruota proprio sulla testa del rivale. Il sette volte iridato uscì solo un po' ammaccato, ma era in piedi per la gara seguente.
Andando un anno più indietro, l'halo si rivelò fondamentale affinchè Romain Grosjean potesse uscire dall'abitacolo indenne nel 2020, dopo il suo disastroso incidente in Bahrain. Il pilota avrebbe di sicuro pestato la testa contro il guard rail, se non fosse che l'halo lo aveva sollevato di quanto bastava per permettergli di trovare una via di fuga mentre era avvolto dalle fiamme. Anche nel 2018 prevenì un episodio potenzialmente fatale: al via del GP del Belgio, Alonso e Leclerc si trovarono coinvolti in una carabola causata da Hulkenberg. Lo spagnolo fu scagliato in aria e atterrò sulla Sauber del giovane monegasco, che uscì illeso, per quanto scosso.
Con il tempo, tutti i piloti si sono ricreduti sull'utilità dell'halo. E ogni volta che qualcuno esce illeso dalla macchina proprio grazie ad esso, non si può che pensare a Jules Bianchi. Definire la sua morte un "sacrificio" a favore delle vite altrui sarebbe troppo riduttivo, non darebbe giustizia al ricordo di quel ragazzo. Però si può dire che dagli errori si impara, e quello che si paga a un prezzo alto dopo ritorna, con gli interessi.
Foto interna x.com
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