Il mondiale di Formula Uno è da poco andato in archivio e per i team è tempo di tirare le somme, sia dell’annata appena conclusa sia del ciclo tecnico ormai, di fatto, chiuso. Per la Ferrari, quello terminato domenica scorsa ad Abu Dhabi è stato il terzo anno della gestione di Frederic Vasseur. Il francese, dopo aver ereditato da Mattia Binotto le redini della Scuderia, ha avviato una profonda riorganizzazione del team e, in questo periodo, ha collezionato sei vittorie e portato a casa un secondo, un terzo e un quarto posto nel mondiale costruttori. Il tutto con andamento ben poco lineare, caratterizzato da rimonte importanti e fragorose cadute.
Indubbiamente, tra le tre stagioni portate a termine, il 2025 è stato l’anno più complesso per Vasseur e per la Rossa, visto che mai la Ferrari è stata competitiva, essendo sempre tagliata fuori dalla lotta per la vittoria e solo sporadicamente in quella per il podio. Un brusco crollo, specie dopo i proclami invernali, che ha visto Vasseur finire più volte sul banco degli imputati e dato come al passo d’addio a causa di risultati molto negativi.
Eppure, malgrado tutto, il boss del team Ferrari in estate è riuscito a ottenere il rinnovo di contratto, restando al timone del team di Maranello anche per il 2026: anno fondamentale per il futuro del team, dato che già ad aprile la Rossa ha dirottato tutte le risorse sul nuovo progetto figlio del cambio regolamentare. Un nuovo corso che, per il Cavallino, scatterà all’insegna della stabilità, sia per la conferma dei piloti e dei primi livelli del team, sia per lo stretto rapporto tra il team principal Fréd Vasseur e Charles Leclerc, che recentemente ha sottolineato la sua fiducia e il suo appoggio al team principal.
“Abbiamo sofferto insieme perché siamo uniti – le parole del monegasco a L’Équipe – e abbiamo un rapporto basato sulla fiducia che dura da tanto tempo. Non ho mai dubitato delle sue capacità e lo sostengo, proprio come lui ha fatto e fa con me. Forse non si nota, ma essere così uniti nonostante le critiche è un punto di forza del team. Sono molto felice di averlo al mio fianco, ma ci vuole tempo affinché possa trasferire la sua visione al team. Credo fermamente nel suo approccio. Quello che accade all’esterno del team non posso controllarlo e non lo vedo neppure, a meno che non venga riportato dalla stampa. E comunque non ho nemmeno più i social sul telefono, per evitare di sprecare tempo ed energie”.
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