Il 2025 della Ferrari è stato indubbiamente deludente e ben inferiore alle rosee e trionfalistiche previsioni. La SF-25 ha infatti mancato le aspettative, non permettendo mai al team di essere in lotta per pole position e vittorie.
La Scuderia ha così chiuso l’annata in quarta posizione tra i costruttori, con zero successi all’attivo. Per questo, uno dei temi che più ha tenuto banco nel corso dell’anno è stato quello relativo alla debacle del Cavallino dopo un buon 2024.
Una situazione che ha portato il team principal Frederic Vasseur a finire sul banco degli imputati. Alla guida della Scuderia dal gennaio 2023, il manager francese è considerato responsabile delle scelte strutturali che hanno inciso sui risultati attuali.
Un periodo nel quale Vasseur ha imposto le proprie idee e il proprio modus operandi al Cavallino. Per vedere i frutti di questo lavoro servirà ancora del tempo, almeno secondo Charles Leclerc.
Appare però chiaro come, se la monoposto 2026 non dovesse essere competitiva, diventerebbe difficile trovare nuove argomentazioni per difendere l’operato dell’attuale gruppo di lavoro.
Sulla situazione, presente e futura, di Vasseur è intervenuto Gian Carlo Minardi, figura storica del motorsport italiano, che ha preso parte al mondiale di Formula 1 dal 1985 al 2005 con la scuderia che portava il suo nome. Minardi ha affrontato il tema in un’intervista al Quotidiano Sportivo.
“Fossi in lui cercherei di imparare l’italiano. In un gruppo di lavoro competitivo non di rado l’empatia vale quanto, se non più, di un aumento di stipendio.
Al suo posto starei più attento alle esternazioni pubbliche: per mesi ha garantito che stavano lavorando sulla SF-25 per migliorarla e svilupparla, mentre in autunno ha raccontato che già da aprile avevano deciso di interrompere lo sviluppo per puntare tutto sul 2026. Credo sia un po’ incongruo, no?”
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