Se ne è parlato a lungo e, dopo mesi, il futuro che il mondo della Formula Uno ha atteso a lungo è diventato presente. Il Circus iridato, di fatto, si sta avvicinando a ritmo velocissimo all’inizio di una nuova era della sua storia, caratterizzata dai nuovi regolamenti tecnici che, come noto, porteranno discontinuità sia dal punto di vista aerodinamico che dal punto di vista motoristico. Un netto punto di rottura che, inevitabilmente, sta portando appassionati e addetti ai lavori a vivere un periodo di grande curiosità, legato al l'attesa di vedere le forme e i primi passi in pista delle nuove vetture. Ma anche del loro impatto sulle gerarchie che si avranno a partire dai primi test invernali a Barcellona.
Come detto, lo stravolgimento che vivrà la massima serie automobilistica sarà radicale, e coinvolgerà le vetture e i loro concetti di base, impattando sulle power unit e sull'aerodinamica e, di conseguenza, sugli stili di guida dei piloti, sull'uso degli pneumatici. Per questo, diversi piloti in griglia si affideranno all’esperienza: aspetto su cui, il pilota nella condizione migliore, è Fernando Alonso che, a partire dal 2026, in Aston Martin potrà sfruttare il genio di Adrian Newey sia nella gestione del team che nella capacità di sfornare novità di prim'ordine. E di una annata che si sta apprestando a vivere i suoi primi atti ha parlato lo stesso pilota spagnolo, ponendo l'accento sulla capacità che avranno le nuove power unit nel fare la differenza.
“Si può giocare con gli strumenti che si hanno a disposizione. Ultimamente, era difficile seguire una vettura, dunque se ci si qualificava bene era possibile tenere le auto dietro anche non avendo ritmo. Mi piacerebbe avere un margine di cinque secondi. Così non avrei nessuno dietro. Ma non riesco a staccarmi da chi mi segue. E allora usi l'esperienza in modi diversi, curve diverse, per assicurarti di non essere superato. Nel 2026 potrà accadere la stessa cosa con l’utilizzo dell’energia: se lo fai bene, puoi ottenere risultati inaspettati. Non puoi essere orgoglioso di finire settimo o sesto usando il cervello. Preferisco non usare il cervello e vincere tutte le gare con 20 secondi di vantaggio“.
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