Mercato ingegneri, Binotto attacca la Ferrari: «Non hanno preso nessuno d'importante»
23/01/2026 18:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Nell'ultima parte della sua lunga intervista, Mattia Binotto, ai microfoni del podcast di Giorgio Terruzzi ha parlato di Audi e dell'obiettivo che la casa automobilistica si è imposta di vincere in Formula 1 entro il 2030. Per una nuova squadra è sempre difficile, anche per un colosso come quello tedesco che ha vinto in tutte le categorie nella quale ha corso. 

Binotto parlando di questo ha dichiarato: "Audi nella propria visione è sempre stata innovativa, e se guardi quello che ha fatto negli anni, ha sempre corso nelle varie categorie portando novità. Ha vinto nel rally portando le quattro ruote con l'Audi 4, ha vinto a Le Mans con un motore diesel, ha vinto la Dakar con Carlos Senior con la vettura elettrica. Insomma, abbiamo, come Audi, sempre cercato di innovare. Chiaro che il regolamento tecnico di Formula 1 non ti lascia tutta questa flessibilità, però sicuramente questo è parte del nostro DNA. Per rispondere alla domanda, qualche innovazione speriamo di portarla". 

"Come obiettivo ci siamo dati il 2030 che per un tifoso può sembrare lontanissimo, ma ti assicuro che per noi è come se fosse domani. Anche se guardi gli altri team di Formula 1 che hanno iniziato un ciclo vincente ci hanno impiegato del tempo. Non è che uno decide di entrare in   Formula 1, la la prima stagione,  ed è già al vertice".

L'italiano, prima di entrare in Audi, ha passato gran parte della sua carriera a Maranello e proprio per questo ha voluto paragonare i due ambienti dicendo: "Per fare un confronto, e io ci sono stato ventott'anni quindi posso farlo, noi, rispetto alla Ferrari non abbiamo quel fondamento e quell'organizzazione né i processi, gli strumenti, e le infrastruttura che ti servono per vincere. Serve il suo tempo, e per questo motivo ci siamo dati come obiettivo il 2030 che ribadisco per noi è sfidante. Stiamo parlando di due mondi già per infrastruttura completamente diversi. I   mezzi che ci sono qui oggi non sono comparabili".

"Per competere, e vincere, devi avere, non dico gli stessi mezzi, ma addirittura strumenti forse superiori. Abbiamo bisogno di costruire una nuova fabbrica, e lo faremo, ma ci vorranno almento 3-4 anni. Dobbiamo dare più spazio ai nostri ingegneri. Siamo meno persone di qualsiasi altro team, non abbiamo il simulatore con lo stesso livello di tecnologia che hanno i top team in questo momento, abbiamo un reparto dedicato alla costruzione di pezzi compositi molto più piccola, e non facciamo tutti i pezzi internamente. Insomma ci sono tante differenze e per arrivare a quel livello e competere per vincere, abbiamo bisogno di tempo".

"Qui i tempi svizzeri sono diversi per l'approvazione e la costruzione. Il sabato e la domenica non si lavora e gli altri giorni alle 5:00 di sera si smette Ci vorrà del tempo, ma ne siamo consapevoli e l'obiettivo del 2030 è condiviso proprio con la casa madre Audi e con chi comanda".

Binotto ha poi continuato ribadendo: "Audi ovviamente entra in Formula 1 perché vuole vincere, e lo fa anche da motorista, così da non dover acquistare una power unit da altri. Le aziende che formano Audi Formula 1 sono due, ma a breve ne arriverà anche una terza. Le due attuali sono dislocate, una in Svizzera   per la parte telaio, dove abbiamo tutti   gli ingegneri che sviluppano il telaio, la galleria del vento, la parte produttiva della parte telaio, mentre il reparto che si occupa del motore è in Germania vicino alla casa madre stessa. Molti ci chiedono se non sia meglio fare come Ferrari e creare tutto sotto lo stesso tetto, ma se guardiamo i team della griglia, tutti eccetto la Rossa si producono le parti in fabbriche diverse. Guardiamo la Red Bull che ha vinto negli anni passati facendo il telaio in Inghilterra e il motore in Giappone".

"Non c'è bisogno di essere sotto lo stesso tetto. La Mercedes stessa ha due aziende inglesi distanti 40 km, insomma, questa strategia è consolidata e la storia dimostra anche che è vincente".

"Adesso abbiamo preso anche un piccolo ufficio in Inghilterra perche molti non possono spostarsi subito da noi in Svizzera perché magari hanno famiglia o bambini piccoli che vanno a scuola. In questo modo puoi iniziare a lavorare per noi e poi ti sposti dopo".

Un acquisto che Audi ha fatto proprio dalla Ferrari è quello di Wolf Zimmermann, figura chiave nel team di Binotto. Quando è stato chiesto allo svizzero come sia stato "rubarlo" al suo vecchio team lui ha risposto dicendo: "Beh, rubato, non so se la parola giusta, però insomma son molto contento che Wolf   zimmerman sia venuto con noi. Era la persona che avevo portato a Maranello tempo fa, con la quale ho sempre lavorato molto bene e che stimo molto per le sue capacità tecniche, non solo. Sono convinto che ci farà fare un salto di qualità enorme".

L'intervista si è poi conclusa con una pesantissima stoccata che Binotto ha mandato a Vasseur e ai suoi uomini. Quando infatti gli intervistatori gli hanno chiesto: "E la Ferrari? Vi ha rubato qualche figura dal vostro team?", Binotto in manera secca e immediata ha risposto: "Non che io ricordi e, se lo ha fatto, non è una persona determinante".

La sfida a quanto pare è già accesa, ancor prima che le macchine scendano in pista per la prima volta ai test di Barcellona la settimana prossima. Non ci resta dunque che attendere per scoprire quali saranno le prime prestazioni degli undici team della griglia.

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