Con la giornata di oggi, la stagione 2026 di Formula 1 è ufficialmente iniziata. In Spagna, infatti, a Barcellona, è scattata la prima giornata dello shakedown delle nuove vetture figlie del nuovo regolamento tecnico varato dal Circus iridato: nuova aerodinamica, nuove power unit, diverse sia nelle parti sia nella filosofia. Un mix che, oltre a creare spettacolo in pista, potrebbe consentire ai team di ribaltare le gerarchie consolidate negli ultimi anni.
Per questo molti team, Ferrari compresa, vedono nel nuovo campionato un’occasione ghiotta per riscattare annate difficili e, se possibile, tornare a competere per le vittorie. O, per la Scuderia, per un Mondiale che manca a Maranello da quasi vent’anni. E, oltre al Cavallino, quest’anno gli occhi dei tifosi della Rossa saranno puntati anche su Lewis Hamilton, chiamato a cercare un riscatto dopo una prima annata in Ferrari da dimenticare.
Per questo l’inglese è chiamato a fornire risposte concrete, sia per mettere a tacere le innumerevoli voci su un suo calo, sia per evitare che il 2026 si trasformi nella sua ultima stagione nel Circus, con un ritiro che più che un’opzione rischierebbe di diventare un obbligo.
Del momento del sette volte campione del mondo e della stessa Scuderia ha parlato, in un’intervista rilasciata a QN, l’ex pilota Ferrari Ivan Capelli. “Io credo che la Ferrari abbia il dovere di essere competitiva – ha ammesso il commentatore di Sky Sport – e la aspetto là davanti, a giocarsela. Hamilton secondo me ha ancora voglia di rischiare. Viene da un anno brutto e lo sa. Cercherà il riscatto, non posso immaginare un finale di carriera all’insegna della tristezza. Però trovo strano che non sia ancora stato nominato il suo ingegnere di pista, al posto di Riccardo Adami. Magari è questione di ore, ma certe cose andrebbero chiarite in anticipo”.
Capelli, in chiusura, ha commentato in modo pungente la scelta della Ferrari legata al mancato ingaggio di Adrian Newey. L’attuale team principal dell’Aston Martin, infatti, era stato vicino alla Rossa nel 2024, ma la trattativa era poi deragliata, probabilmente a causa delle troppe deleghe richieste dal tecnico inglese. Secondo Capelli, la figura di Newey sarebbe stata più determinante di quella del sette volte campione del mondo britannico.
“Una trattativa c’è stata – ha confermato Capelli – per quanto so non si è concretizzata perché lui chiedeva margini di manovra in azienda che i suoi interlocutori non hanno ritenuto di concedergli. Alla Ferrari sarebbe servito più Newey? Tutta la vita. In Ferrari il pilota top c’era già: è Leclerc. Comunque è andata così, è inutile continuare a parlarne”.
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