Ferrari, la SF-26 si ferma in Bahrain: il vero motivo dello stop di Hamilton
14/02/2026 07:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Sembrava andare tutto nel migliore dei modi e invece, a pochi minuti dalla bandiera a scacchi dell'ultima giornata di test in Bahrain, la Ferrari ha vissuto alcuni momenti di apprensione. Durante una simulazione di passo gara, la SF-26 di Lewis Hamilton si è infatti arrestata in pista, interrompendo il run in corso: uno stop che ha lasciato pensare a possibili problemi di affidabilità della power unit del Cavallino.

Elemento che, dopo due sessioni di test (la prima in Spagna, la seconda a Sakhir) disputate in modo lineare e senza alcun intoppo con lo stesso motore, sarebbe stato anche ipotizzabile a causa dell'elevato chilometraggio raggiunto dallo 067/6 made in Maranello. Quasi quello massimo che ogni singola unità dovrà coprire per permettere a ogni pilota di completare una stagione senza incappare in penalità da parte della Federazione Internazionale.

Problema oppure no?

Eppure, a ben vedere, lo stop della Rossa numero 44 del sette volte iridato si è verificato negli ultimi minuti di test, alimentando, come detto, forti dubbi su un possibile inconveniente tecnico.

Considerando però l’affidabilità mostrata in questo periodo dalla Rossa, l’episodio è parso subito come isolato, ma comunque degno di essere attenzionato in quanto potenziale allarme in ottica futura.

Ma proprio a conferma dell’affidabilità mostrata dalla power unit della Scuderia, dopo alcune informazioni reperite da fonti affidabili e ascoltando le parole del team principal Fréd Vasseur, si è compreso come lo stop di Sir Lewis non sia stato affatto causato da problemi tecnici. Al contrario, è apparso come parte di una prova pianificata per analizzare il comportamento della vettura in condizioni limite.

Il motivo

A chiarire la situazione, come detto, ci ha pensato Frédéric Vasseur che, a Canal+, ha ammesso come i tecnici della Scuderia abbiano deliberatamente deciso di far girare Hamilton fino a fargli esaurire del tutto il carburante, in modo da poter verificare il limite di pescaggio e il funzionamento della pompa del carburante nelle fasi finali di uno stint lungo: una simulazione mirata, nonché molto comune in occasione dei test di una vettura completamente nuova, utile per raccogliere dati concreti sulla gestione dei consumi a fine gara.

Insomma, un episodio che non cambia il bilancio positivo della Ferrari al termine delle prime due sessioni di test, dove la SF-26 ha mostrato costanza e buona affidabilità, permettendo al team di concentrarsi su set-up, passo gara e gestione gomme, per passare poi all'introduzione del primo pacchetto di novità nel corso dell'ultima sessione di collaudi alla vigilia del GP d'Australia.

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Foto copertina x.com


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