Mandata in archivio la prima giornata di test invernali in Bahrain, Lewis Hamilton si è intrattenuto con alcuni media presenti a Sakhir per analizzare le prime sensazioni avute dalla SF-26 dopo lo shakedown di Barcellona e dopo un turno di lavoro alle alte temperature del Golfo Persico.
Una giornata che il sette volte campione del mondo ha chiuso con un gap di circa un secondo alle spalle della Red Bull di Max Verstappen. Un distacco che, solo all’apparenza, potrebbe preoccupare i tifosi della Ferrari, anche se – come dichiarato da tempo – la Scuderia si è posta, per ora, il solo obiettivo di accumulare dati, macinare chilometri con la nuova power unit e osservare i comportamenti della vettura.
Solo dopo, affinato anche il set-up base della monoposto, da Maranello andranno a ricercare la prestazione dell’auto sia sul giro secco sia sul passo gara.
Il sette volte campione del mondo, al termine del day-1 sul tracciato alle porte di Manama, è sembrato davvero critico verso la nuova generazione di monoposto, che – lo ricordiamo – presentano importanti differenze sia a livello motoristico sia aerodinamico rispetto alla precedente generazione.
Un “mood” critico, quello del pilota inglese, che lo ha portato a non spendere parole troppo positive neppure verso la sua SF-26, probabilmente a causa di una giornata in cui il comportamento dell’auto è stato fortemente influenzato dal forte vento, che ha indotto moltissimi piloti a commettere errori.
“Qui c’è molto vento – ha ammesso Sir Lewis – fa molto più caldo rispetto a Barcellona ed è molto più difficile trovare il giusto equilibrio in pista. Ma penso che tutti stiano avendo difficoltà. La vettura è più corta, più leggera, in realtà è più facile da controllare. È più divertente da guidare, sembra di essere in un rally.”
Non solo, perché il sette volte iridato ha speso parole negative anche in merito alla velocità complessiva della nuova generazione di auto, sostenendo che a suo parere siano più lente della Formula 2, e sulla loro complessità, specie per quanto riguarda la gestione dell’energia.
“Mi sembra proprio che siamo più lenti di una GP2 – ha ammesso Hamilton – A Barcellona si fanno 600 metri di lift and coast in un giro di qualifica. Non è questo lo spirito delle corse. Nessuno dei tifosi capirà queste procedure, sono ridicolmente complesse. L’altro giorno me l’hanno spiegata in sette riunioni, è come se servisse una laurea per capirle.”
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