Il presunto “trucco” Mercedes sul rapporto di compressione continua a rimbalzare tra FIA, box e i locali delle hospitality, alimentando sospetti, analisi e tensioni mentre la Formula 1 si avvicina al debutto di Melbourne.
In questo clima di incertezza tecnica e strategie nascoste, Pierre Waché interviene per chiarire la posizione Red Bull, lasciando emergere quanto sia sottile il confine tra innovazione, interpretazione del regolamento e ciò che resta invisibile agli occhi del paddock.

Il rapporto di compressione del motore Mercedes resta uno degli argomenti più discussi a poche settimane dal via della stagione.
Interrogato in Bahrain sul presunto “trucco” e sulle conoscenze tecniche della Red Bull, Pierre Waché ha mantenuto una linea prudente: «Penso di non sapere cosa stiano facendo gli altri. Se me lo chiedete, non è consentito. Non so cosa stiano facendo, sul serio, e non so se sia vero o meno».
Il direttore tecnico ha spiegato come la complessità dei sistemi renda difficile valutare i limiti regolamentari: «Nelle diverse operazioni, ciò che stanno facendo e come non infrangere le regole ma massimizzare la propria sicurezza: il confine di questo aspetto è difficile da vedere, ancora di più dal punto di vista del motore, perché non è visibile».
Waché ha poi aggiunto: «Non sono un esperto di motori e non so cosa stiano facendo gli altri».
Sollecitato sulle attuali prestazioni della RB22, Waché ha invitato alla cautela.
Ha riconosciuto che la vettura appare molto competitiva nelle zone di trazione, ma ha anche evidenziato la forza mostrata da Ferrari e Mercedes in rettilineo, soprattutto con carichi di carburante ridotti.
Secondo il francese, però, ogni valutazione resta provvisoria fino alle qualifiche di Melbourne, quando tutti scenderanno in pista con condizioni identiche.
Ha inoltre ammesso che la Red Bull è già consapevole di alcune debolezze del pacchetto, aspetti emersi chiaramente dal feedback di Max Verstappen e Isack Hadjar durante i test.
Tra sospetti tecnici, interpretazioni regolamentari e prime indicazioni di performance, il quadro resta ancora in evoluzione.
La Red Bull conosce i propri punti critici, ma solo a Melbourne si capirà davvero quanto peseranno nel confronto diretto con i rivali.
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