Sistema di partenza e turbo lag: la Ferrari ci ha visto lungo
Non solo test in Bahrain. Si pensava che oggi sarebbe stata una grande giornata in termini di regolamento tecnico. A Sakhir si è riunita infatti la ‘F1 Commission’ per decidere i provvedimenti da prendere in termini di carburanti, power unit e sistema...

18/02/2026 17:10:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Non solo test in Bahrain. Si pensava che oggi sarebbe stata una grande giornata in termini di regolamento tecnico. A Sakhir si è riunita infatti la ‘F1 Commission’ per decidere i provvedimenti da prendere in termini di carburanti, power unit e sistema di partenza. Purtroppo, almeno per il momento, si è risolto tutto in un nulla di fatto. Si attenderà la fine dei test per prendere la decisione finale su questi argomenti. Essendo alquanto spinosi, si è deciso di raccogliere altri dati prima di prendere delle decisioni.

Ovviamente l’attenzione maggiore, anche dal punto di vista mediatico, era rivolta al rapporto di compressione utilizzato dalla Mercedes, costruttore che avrebbe superato anche i test a caldo introdotti recentemente. Dei nuovi metodi fortemente voluti dai costruttori rivali, che ora si sarebbero ulteriormente lamentati per non essere stati eseguiti, probabilmente, alle esatte temperature di esercizio. Dalla riunione infatti è emersa la proposta di adottare un altro metodo di controllo a 130°C, a partire però dal 1° agosto 2026.

Dopodiché c’era la tematica legata ai carburanti, con alcune case in difficoltà sul riuscire ad avere per tempo la certificazione da parte della FIA. Nella fattispecie sembra essere Petronas, la casa che supporta la Mercedes, quella con le maggiori problematiche al momento. Ci sarebbe l’ipotesi per cui qualcuno possa chiedere di poter correre i primi GP con il carburante dello scorso anno, ovviamente con ripercussioni sullo sviluppo e sul motore.

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Poi c’è la questione legata al sistema di partenza. Secondo quanto affermato stamani da Roberto Chinchero c’è una questione spinosa da risolvere. La Ferrari sembra aver studiato un sistema migliore per lo start legato alla risoluzione dei problemi legati al turbo lag. Il tema è particolare in quanto il sistema della casa di Maranello permetterebbe loro di aprire un gap sugli avversari molto elevato, troppo. A tal punto da pensare di dover far partire delle vetture, quelle che non lo hanno, dalla pit lane.

Mercedes, W17

Secondo quanto emerso in questa giornata lo snodo principale verte su una questione nata già sul finale della scorsa stagione. Ci sono due aspetti della power unit che potrebbero influire sulle partenze: la dimensione del turbo e l’aver dimensionato o il saper trovare/avere quell’energia necessaria per risolvere il turbo lag presente in questa delicata fase. La Ferrari, secondo quanto riportato stamani da Chinchero a ‘Sky Sport F1’, aveva già sollevato la questione nei mesi scorsi e ha risolto parte del problema adottando una turbina di dimensioni più piccole, rispetto ad esempio a quanto fatto da Mercedes.

La casa di Stoccarda, puntando su una turbina più grande, ha preferito far vertere il tutto su una migliore affidabilità su piste più probanti a causa dell’aria rarefatta (come Austria e Messico ad esempio). Ovviamente questo pone la Mercedes più in difficoltà rispetto alla Ferrari. Sostanzialmente la casa della Stella a tre punte potrebbe riuscire a risolvere la questione in autonomia se riuscisse a trovare il quantitativo di energia giusto per sopperire al turbo lag generato dalle dimensioni maggiorato della turbina.

Siccome però è tutt’altro che scontato che riesca a farcela in tempo per l’inizio del mondiale, la FIA starebbe valutando, assieme ai team, delle contromisure per permettere ai costruttori in difficoltà di riuscire a scattare dalla griglia in tutta sicurezza (le vetture lente costituirebbero un pericolo per le auto più veloci allo spunto, se queste partono alle loro spalle). Una delle ipotesi è quella di aumentare il tempo del formation lap, così da dare ai piloti l’opportunità di ricaricare meglio le batterie e arrivare sulla griglia di partenza con l’energia tale da permettere a tutti di effettuare quantomeno uno start dignitoso e soprattutto sicuro.


Foto copertina e interna: Pirelli 

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