Il regolamento completamente rivoluzionato del 2026 ha permesso ai piloti di avere più sessioni di test per provare le nuove vetture: a Barcellona, poi sei giornate in Bahrain. Ora che le sessioni sono ufficialmente concluse, l’attenzione si sposta sull’Australia, sede del primo Gran Premio della stagione.
Prima di arrivarci, però, vale la pena dare uno sguardo alle prime impressioni dei diretti interessati: i piloti.
Iniziamo con chi ha segnato il giro più veloce in assoluto: Charles Leclerc. Il monegasco ha dichiarato che è ancora troppo presto per dare un vero e proprio giudizio, anche perché ogni scuderia “sta tentando di nascondere le vere potenzialità”.
Tuttavia ha affermato che le giornate di test sono andate abbastanza bene per la scuderia di Maranello, aggiungendo: “Penso che sia stata una buona preparazione per la prima gara, ma per le effettive performance dobbiamo aspettare le prime qualifiche”.
Il compagno di squadra, Lewis Hamilton, si è fatto prendere dai sentimenti, dichiarando che nella nuova SF-26 c’è un po’ del suo DNA, essendo che ha contribuito a svilupparla. Nonostante sia molto positivo da questo punto di vista, ha comunque evidenziato dei lati negativi.
“Nessuno dei tifosi capirà queste procedure, sono ridicolmente complesse. L’altro giorno me l’hanno spiegata [la procedura di partenza, ndr] in sette riunioni, è come se servisse una laurea per capirle”.
Anche il giovane italiano della Mercedes ha stupito tutti, segnando il miglior tempo in due delle sei giornate complessive in Bahrain. La scuderia di Brackley ha avuto qualche problema durante queste sessioni, ma Kimi ha osservato che questo è il momento giusto per rendersi conto dei problemi della vettura, in modo da risolverli prima delle gare vere e proprie.
Insomma, il 19enne è ottimista e non vede l’ora di correre. Dall’altra parte, Russell è più cauto: riconosce il potenziale emerso nei test, ma sottolinea come le partenze rappresentino un grande punto debole.
“Abbiamo un grande potenziale, ma per vincere serve anche un’ottima partenza. Le prove che ho fatto sono state le peggiori della mia intera carriera, mentre Lewis si è trovato primo dall’undicesima casella”, ha dichiarato.
Il campione del mondo dello scorso anno si è mostrato molto fiducioso, ed ha affermato che le giornate di test hanno portato la scuderia a fare dei passi in avanti.
C’è anche stato un breve battibecco tra Norris e Verstappen. Quest’ultimo ha apertamente criticato le nuove vetture, il britannico ha quindi fatto sapere all’olandese che non deve correre per forza, tirando in ballo l’opzione del ritiro. Negli ultimi giorni, però, ha ritrattato queste parole.
Anche Oscar Piastri si è detto fiducioso. Ha sottolineato come ogni giorno si impari qualcosa di nuovo, e che ogni team ha del potenziale da sbloccare. Anche lui ha parlato delle difficoltà in partenza, situazione che terrorizza tutti, tranne forse Ferrari.
Verstappen ha elogiato la squadra per aver progettato la prima power unit interamente da zero. Da una parte ha quindi parlato in modo positivo del lavoro del team, mentre dall’altro ha paragonato queste vetture a delle “Formula E sotto steroidi”.
L’olandese è poi entrato nel dettaglio, spiegando che vorrebbe una distinzione netta tra categorie, mentre sembra che la Formula 1 vada sempre di più nella direzione della categoria tutta elettrica.
Hadjar, promosso in Red Bull per questo 2026, ha dichiarato di essere soddisfatto delle giornate di test, anche se la sua espressione esprimeva altro. Il giovane pilota ha infatti perso ben due delle sei sessioni di prove a causa di problemi alla vettura. Non il migliore degli inizi.
La scuderia di Grove ha saltato i test di Barcellona, presentandosi direttamente in Bahrain. Sainz ha difatti affermato che i primi tre giorni sono stati utilizzati per accumulare più giri possibili, mentre gli ultimi tre sono serviti per vedere l’effettiva performance della vettura.
Albon ha aggiunto: “Forse non siamo proprio dove vorremmo essere, non avremo indietro i giorni persi, ma penso che abbiamo accumulato abbastanza dati su cui lavorare”.
“Sono molto diverse da guidare, è una sfida”, ha spiegato Lawson. “Penso che completare un run in questi test sia un ottimo risultato in questi test, visto quanto siano difficili queste nuove vetture. Fino ad ora tutto ok”.
Lindblad invece, unico rookie di questo 2026, ha affermato che tutto fino ad ora è andato nel verso giusto: non vede l’ora di migliorarsi e di correre a Melbourne. Il solito entusiasmo di chi si affaccia per la prima volta a questo mondo.
L’Aston Martin ha incontrato più imprevisti che aspetti positivi durante queste giornate, con una vettura che sembra essere rimasta indietro rispetto alle altre. Il sogno mondiale, almeno per ora, appare più complicato del previsto.
Proprio lo spagnolo ha spiegato che il team tenterà di rimediare prima del Gran Premio australiano, e durante le gare subito dopo, “prima che sia troppo tardi per il campionato”. Alonso ha anche giudicato queste nuove vetture, poiché la continua gestione dell’energia avrebbe rubato il posto allo stile di guida del pilota.
Lance Stroll, d’altro canto, sembra più positivo che mai: “Penso che riusciremo a migliorare la macchina, sicuramente. Abbiamo molte idee. Tutti i nostri problemi saranno sistemati per Melbourne? Probabilmente no, ma la stagione è lunga, quindi cercheremo di ottenere la miglior performance possibile”.
La scuderia statunitense non va sottovalutata, in quanto entrambi i piloti hanno espresso soddisfazione per la vettura. Il team avrebbe portato delle modifiche durante le giornate di test, che hanno funzionato come previsto.
In questo modo sia Ocon che Bearman sono riusciti a portare a casa un numero di giri considerevole in pista, oltre a buoni risultati per quanto riguarda la performance.
Ed eccoci arrivati alla scuderia che promette di arrivare alla lotta mondiale entro 5 anni. Hulkenberg ha riconosciuto: “Abbiamo fatto molti progressi rispetto a Barcellona. È sicuramente positivo, ma c’è sempre altro da migliorare e ottimizzare. Quindi è un processo ancora in evoluzione”.
Anche Bortoleto ha sottolineato che c’è molto lavoro da fare, trattando anche il tema power unit. L’Audi ha infatti una power unit tutta sua, e sono gli unici ad averla in pista.
La motivazione di Gasly sembra finalmente tornata in scena, dopo un 2025 da dimenticare. Il francese ha ammesso: “È davvero un grande cambiamento, ci servirà del tempo per capire bene, ma siamo tutti nella stessa posizione e penso che ci godremo questa sfida”.
Anche Colapinto sembra molto motivato, ma di poche parole rispetto agli altri: non ci resta che vederlo in azione in Australia.
La nuova arrivata, nonché la scuderia che sembra aver riscontrato più difficoltà. Bottas di sicuro non è il tipo che si abbatte facilmente, solo parole positive: “Il team ha fatto un lavoro incredibile per arrivare qui. Non è importante da dove iniziamo, ma dove riusciremo ad arrivare. Vogliamo migliorarci, e penso che questo sia un ottimo punto di partenza”.
Perez è della stessa idea: “Sapevamo sarebbe stato un inizio davvero difficile, ma tutto sta in quanto velocemente riusciremo a sviluppare la vettura d’ora in poi”.
Conclusione
Il minimo comune denominatore è chiaro: adattamento. Che si tratti di partenze complicate, gestione dell'energia o semplice familiarità con monoposto completamente nuove, tutti i piloti sono chiamati a reinventarsi.
Alcuni accolgono la sfida con entusiasmo, altri con più scetticismo, ma la Formula 1 significa anche questo: evoluzione continua. Se non ci si adatta, come suggerito da Norris, ci si deve fare da parte.
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