La Ferrari ha stupito tutti nell’ultima sessione di test in Bahrain. Affermare che la SF-26 e Charles Leclerc si dirigono verso il GP d’Australia da favoriti, forse è troppo ottimistico, almeno per ora. Il team di Maranello però, non è così messo male come si credeva alla vigilia del mondiale. Ci sono tutti i presupposti per assistere ad una bellissima ed interessante stagione.
Ciò che ha stupito di più sono però le innovazioni portate in pista in quest’ultima settimana. Sia per l’introduzione del Flick Tail Mode (FTM), tra l’altro un’idea che nessuno potrà copiare facilmente (perché è stata ragionata pensando a tutti gli ingombri degli elementi presenti a retrotreno), che per l’Ala Macarena (il flap mobile, denominato in questo modo dal team italiano, capace di ruotarsi di circa 270° per lavorare al contrario).
La scelta fatta dalla Ferrari in merito all’utilizzo dell'ala mobile sta però creando dei pareri contrastanti: il Cavallino, dopo aver testato la soluzione per una manciata di giri nella mattinata di giovedì, secondo le voci che circolavano a Sakhir, avrebbe deciso momentaneamente di accantonare la soluzione senza rivelare l’evento in cui la farà debuttare. Questo nonostante l’ala abbia già ricevuto il benestare della FIA.

La decisione ovviamente ha creato una divisione anche all’interno della nostra redazione. Da un lato c’è chi crede sia stato logico fare un test prima di Melbourne. Questo ha permesso sicuramente di analizzare i dati, verificare che la soluzione sia solida anche dal punto di vista meccanico, per poi ragionare con calma sul luogo del debutto.
Secondo altri invece, presentare un’innovazione simile, data da tutti (anche da noi, leggi qui) come una soluzione intelligente e capace di fornire un vantaggio sensibile in rettilineo, e poi non essere ancora pronti a metterla a disposizione dei piloti potrebbe essere un grandissimo passo falso in ottica mondiale. Potrebbe banalmente permettere agli avversari di implementare e migliorare la soluzione anche sulle loro vetture, perdendo sostanzialmente un vantaggio nei primi appuntamenti iridati.
Quando la Mercedes introdusse il DAS nel 2020, la casa di Stoccarda fu subito pronta ad averlo in macchina e tra l’altro, quell’anno avrebbe avuto anche il tempo di pensarci su come sta facendo la Ferrari. In quell'occasione le squadre rivali parlarono della necessità di avere 6 mesi di studio solo per arrivare a definire un prototipo da portare in pista. Nel caso dell’Ala Macarena le tempistiche sono molto diverse. Anche se a Melbourne i benefici potrebbero essere irrisori a causa dei brevi tratti rettilinei, già in Cina, avere o non averla montata sulla vettura potrebbe fare una differenza.
Mancano ancora 3 settimane a Shanghai e addirittura 5 al GP del Giappone. Potrebbe essere un tempo sufficiente a vedere apparire l’Ala Macarena anche su altre vetture? Probabilmente sì. A quel punto che vantaggio avrebbe avuto la Ferrari a presentarla nei test del Bahrain? Praticamente nessuno, anzi… In quel caso si potrebbe anche parlare di una decisione abbastanza autolesionista.
A questo punto avrebbe fatto meglio a provarla nelle prove libere di Melbourne. In fin dei conti per quanto l’ha utilizzata nei test (5 giri) avrebbe trovato il tempo di provarla anche a campionato in corso.
Foto copertina: Ferrari, foto interna presa dal video: X, F1
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