Russell sorprende: «Red Bull ha il miglior sistema energia». Ma é davvero così?
22/02/2026 17:45:00 Tempo di lettura: 3 minuti

George Russell non ha dubbi: dopo i test pre-stagionali, la Red Bull dispone del miglior sistema di gestione dell’energia dell’intera griglia. In un 2026 che rivoluziona il ruolo della componente elettrica, la capacità di recuperare e distribuire potenza diventa un fattore decisivo. E mentre i piloti si dividono sulle nuove dinamiche di guida, il paddock osserva con attenzione un equilibrio tecnico che potrebbe cambiare da circuito a circuito.

Red Bull davanti, Mercedes in rincorsa

Russell sorprende: «Red Bull ha il miglior sistema energia». Ma è davvero così?

Le nuove power unit 2026, con una quota elettrica più ampia, hanno introdotto scenari inediti: dai possibili cambi marcia sui rettilinei alle differenze di recupero energia tra un tracciato e l’altro. Nonostante le critiche di Max Verstappen, che ha paragonato la nuova Formula 1 a “una Formula E sotto steroidi”, i piloti dovranno abituarsi a questa nuova "gestione" (la parola dell'anno in F1) e al momento tutti sembrano riconoscere la qualità del lavoro Red Bull.

Toto Wolff aveva già definito il motore RB “il punto di riferimento”, e Russell ha confermato la sensazione:
"Il loro impiego sembra sicuramente ancora il migliore sulla griglia, il che è un merito per loro e penso che sia stata una sorpresa per tutti."

Il britannico, però, vede segnali incoraggianti anche in casa Mercedes:
"Credo che i team motorizzati Mercedes abbiano fatto molti progressi dal primo giorno in Bahrain la scorsa settimana, quindi il divario si è ridotto drasticamente. Ma ovviamente siamo al sesto giorno di test in Bahrain, mentre a Melbourne ci saranno solo tre ore di prove libere, e questo è il principale motivo di preoccupazione."

Un sistema che cambia da pista a pista

La grande incognita è la variabilità: ciò che funziona in Bahrain potrebbe non funzionare altrove. Con il suo layout misto Sakhir offre condizioni ideali per il recupero energetico, ma Melbourne e Jeddah presentano sfide completamente diverse.

Oscar Piastri lo ha spiegato con chiarezza:
"Su alcuni circuiti saremo molto più limitati nella raccolta di energia rispetto a qui. [...] A Melbourne penso che, se non lo si volesse fare, si esaurirebbe l'energia molto, molto rapidamente."

E ancora:
"Dipende solo dal layout del circuito. Jeddah è un altro esempio, un luogo dove ci sono alcuni rettilinei collegati da curve veloci, dove è molto difficile raccogliere punti, ed è lì che si verificano le anomalie maggiori."

Il pilota McLaren sottolinea anche la complessità operativa del nuovo sistema:
"È un po' diverso perché non si gestisce solo l'acceleratore, per così dire. [...] Melbourne sarà molto diversa, credo, e sarà una sfida per tutti noi, ne sono sicuro."

I test hanno offerto un primo assaggio del nuovo equilibrio tecnico della F1 2026: Red Bull sembra partire con un vantaggio nella gestione dell’energia, Mercedes ha ridotto il gap e la variabilità tra i circuiti promette scenari mutevoli.

Melbourne sarà il primo vero banco di prova, con soli tre turni di libere per capire chi ha davvero interpretato meglio la nuova era ibrida.

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Foto copertina x.com


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