Oltre a creare scompiglio a livello mondiale, nonché preoccupazione in varie parti del mondo, l'azione congiunta degli Stati Uniti e di Israele ai danni dell'Iran di sabato è destinata a scuotere anche il mondo della Formula 1. Dopo l'operazione militare citata, infatti, in Medio Oriente c'è stata la chiusura dello spazio aereo, per motivi di sicurezza, nel Golfo Persico: una decisione che ha costretto gli undici team di Formula Uno a riorganizzare i piani di viaggio in vista della prima gara della stagione 2026.
L'obiettivo è garantire l'arrivo a Melbourne di attrezzature e personale in tempo per il via del primo GP dell'anno, il prossimo 8 marzo. Una situazione che ha portato i protagonisti del Circus e gli addetti ai lavori a veri e propri giri del mondo pur di arrivare a destinazione in tempo.
Secondo quanto riportato dalla testata spagnola MARCA, i voli del personale F1 saranno dirottati su rotte asiatiche per raggiungere l'Australia, con scali in Cina, a Singapore o in Malesia, consentendo ai team di inviare meccanici e tecnici a Melbourne in tutta sicurezza.
Un problema che ha interessato gran parte dei team non britannici, che avevano stabilito rotte attraverso la tormentata regione del Medio Oriente. Per altri team, invece, la situazione sembra ancora più complessa, come nel caso della Ferrari, che avrebbe del personale bloccato da sabato a Doha.
Un'emergenza che porterà le squadre a riorganizzare il personale, schierando membri del test team per coprire le posizioni necessarie in Australia e in Cina, sedi delle prime due gare dell'anno.
Malgrado le difficoltà, tutti i team dovrebbero essere al completo per la prima uscita dell'anno. I problemi risultano più facilmente risolvibili per i piloti, grazie alla possibilità di accedere a compagnie di jet privati o di averne persino uno o più di proprietà.
Per quanto riguarda le vetture, il loro trasporto è gestito dalla DHL, uno dei principali partner della F1, che può riprogrammare rapidamente i viaggi grazie all'ampia flotta di mezzi e personale a disposizione.
Più complessa, invece, la situazione dei media: molti voli dall'Europa sono stati cancellati e, a causa della domanda cresciuta in seguito alle difficoltà esposte in apertura, i prezzi sono triplicati. Un quadro che potrebbe portare alcuni giornalisti e fotografi a scegliere di non partecipare alle prime due gare dell'anno, in attesa di conoscere gli sviluppi anche sul calendario della massima serie.
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