Mondiale di Formula 1 2026, ci siamo! Dopo mesi di attesa, siamo entrati nella settimana che porterà al via della nuova stagione. Per tutti i team sarà un anno chiave, con l’obiettivo di sfruttare il grande cambiamento regolamentare per compiere un balzo in avanti e, se possibile, giocarsi risultati importanti.
Tra questi, forse più di tutti, c’è la Ferrari, pronta ad affrontare una stagione importante, se non cruciale, della sua storia recente. L’obiettivo è tornare a lottare per traguardi ambiziosi dopo mondiali complessi e ricchi di difficoltà.
Al volante della SF-26 ci saranno ancora Charles Leclerc e Lewis Hamilton, confermati dopo il 2025.
Come sempre, i due titolari dovranno essere affiancati da piloti di riserva, pronti a subentrare in caso di necessità: squalifiche (ad esempio per il raggiungimento del limite massimo di penalty points) oppure problemi fisici.
È quanto accadde nel 2024 a Carlos Sainz, sostituito da Oliver Bearman, allora impegnato in F2 con il team Prema. Chiamato all’ultimo momento dal Cavallino, il giovane britannico centrò un sorprendente settimo posto in una gara complessa e ricca di insidie.
Insomma, malgrado le apparenze, i piloti di riserva, sebbene poco impiegati, hanno un ruolo tutt’altro che marginale per un team, dovendo farsi trovare pronti in qualsiasi momento.
Per il 2026, la Scuderia Ferrari ha deciso di confermare nel ruolo di reserve driver Antonio Giovinazzi. Lo ha ammesso lui stesso nel corso della conferenza stampa di presentazione della livrea della 499P 2026 al Museo Enzo Ferrari di Modena.
“Continuerò a essere pilota di riserva e sviluppo in F1 anche quest’anno. E poi la risposta non posso darla...”, ha dichiarato il pugliese.
Per il campione del mondo WEC, insieme ai compagni Ale Pier Guidi e James Calado al volante della Ferrari 499P numero 51, si profila dunque un’altra stagione con doppio ruolo. Resta invece ancora da ufficializzare il nome del pilota che condividerà l’incarico di terzo pilota, con Oliver Bearman – attualmente alla Haas – principale candidato.
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