Di pari passo all’introduzione di nuove power unit, nel 2026, la FIA ha pensato di iniziare a ridurre drasticamente l’impatto ambientale, puntando sull’utilizzo di combustibili sostenibili al 99%. L’obiettivo richiesto alle aziende petrolifere che lavorano a stretto contatto con i team di Formula 1 era quello di centrare l’obiettivo della sostenibilità, mantenendo al contempo le ‘’stesse’’ prestazioni.
Ogni produttore di motore ha un’azienda petrolifera alle spalle e tutte, ad oggi, stando a quanto riportato da Roberto Chinchero, per ‘Motorsport.com’, sembrano aver ottenuto l’omologazione. L’ultima a ricevere la certificazione è stata la Petronas, che dal 2010 si occupa della fornitura di carburante per la power unit Mercedes.
Durante i test pre-stagionali in Bahrain, l’omologazione Petronas era stato un tema di cui si era discusso molto. Un possibile passo falso, avrebbe avuto delle conseguenze sul lavoro di 4 scuderie: la Mercedes stessa, la McLaren, la Williams e l’Alpine.
Quale ostacolo potrebbe aver incontrato la Petronas? Cos’è che può aver comportato questo ritardo nell’ottenimento dell’omologazione? La differenza sostanziale rispetto a quanto avveniva fino allo scorso anno sta nella tipologia di controllo. Nel 2025 veniva effettuato un test solo sulla benzina, mentre ora, come conferma anche Roberto Chinchero, è tutta la filiera a dover sottostare a dei controlli molto rigidi.

George Russell alla guida della Mercedes W17 nel giorno della presentazione a Silverstone, stagione 2026
Perché questo? Perché la benzina in sé, ipotesi più plausibile, per quanto sostenibile sia, nel momento in cui brucia nella camera di combustione rilascia comunque del carbonio e suoi derivati. È un fatto chimico. Possiamo però affermare, e la FIA dichiarare al contempo che il combustibile è sostenibile al 99% perché è un dato derivante dal bilancio complessivo netto dell’intero processo produttivo.
Da qui la difficoltà nell’ottenere la certificazione. Ogni singola parte del processo è sottoposto a controlli e verifiche, anche quella svolta da un diverso e ulteriore fornitore che si aggiunge alla lunga catena. Secondo le informazioni raccolte da Chinchero, i ritardi potrebbero essere stati dovuti proprio alla mancanza di una o più di queste certificazioni ‘’intermedie’’. Petronas e Mercedes non hanno però ancora rilasciato alcun commento in merito.
Foto: Mercedes
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