L’inizio della stagione 2026 è stata una doccia fredda per l’Aston Martin. Molti addetti ai lavori e i sicuramente anche i tecnici e i piloti appartenenti al team, riversavano le proprie speranze sulla AMR26, il primo progetto ideato da Adrian Newey in Aston Martin e ora gestito anche dallo stesso progettista, dal momento che durante l’inverno è stato investito del ruolo di team principal. Speranze che riguardavano anche Honda. Costruttore che ha permesso recentemente a Verstappen di vincere i suoi 4 titoli mondiali tra il 2021 e il 2024.
Purtroppo, però al momento, sembra proprio che sia la power unit nipponica a causare la maggior parte dei problemi. A tal punto che sta prendendo piede la possibilità che l’Aston Martin abbia già deciso di ritirare le sue vetture dal GP d’Australia (evento inaugurale della stagione) per non mettere ancora più in crisi il reparto della produzione, già attualmente in difficoltà per quanto riguarda le componenti di ricambio da tenere a magazzino, pronte all’uso.
Una situazione imprevista che sta generando dei malumori. Lawrence Stroll ha investito molti soldi nell’azienda: ha rifatto la galleria del vento e ha voluto all’interno del team delle figure di alto livello come Fernando Alonso, Adrian Newey, Andy Cowell e molti altri, con la convinzione che se fosse riuscito a prendere le pedine giuste e le avesse messe nelle condizioni di lavorare fornendo loro i mezzi necessari, sarebbe riuscito a fare dell’Aston Martin un top team e a lottare per il titolo.
Invitato a fare un intervento in merito a questa delusione, l’ex patron della Formula 1, Bernie Ecclestone ha voluto lasciare un messaggio cinico e diretto all’indirizzo di Lawrence Stroll: “Mi dispiace per lui. I tioli mondiali non si comprano in F1. Se le cose in squadra non dovessero andare bene, sarai costretto a passare un’intera vita ad inseguire il successo senza riuscirci”, ha affermato a ‘Blick’.

Bernie Ecclestone al GP del Brasile 2015, allora nelle vesti di prsidente FOM
E per coloro che in caso non si fidassero del suo punto di vista, Ecclestone ha cercato subito di avvalorare la sua tesi facendo un altisonante paragone: “La Ferrari ne è l’esempio perfetto: le manca sempre un pezzo del puzzle per ottenere quel titolo. La Scuderia ha trascorso più o meno gli ultimi 20 anni alla ricerca di quei pezzi mancanti. Questo nonostante i migliori piloti, i fondi e riescano a garantire ai suoi uomini le migliori condizioni di lavoro”, ha concluso.
Foto: Red Bull Racing
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