Ferrari, Turrini: «Hamilton non è il viandante bulgaro. Da cosa dipende l'ottimismo?»
13/03/2026 11:45:00 Tempo di lettura: 3 minuti

La stagione 2026 sarà, senza dubbio, una annata determinante per la carriera e per il futuro di Lewis Hamilton. Nel bene o nel male. La stagione che è appena iniziata, infatti, non potrà che essere quella della rinascita per il sette volte campione del mondo oppure quella del suo definitivo tramonto e, probabilmente, del suo ritiro. Per questo, logicamente, in molti si stanno ponendo tale domanda, specie dopo la deludente stagione 2025 di cui il britannico è stato protagonista: un campionato che, iniziato con una messianica accoglienza del pilota numero 44 in Ferrari, si è rivelata un incubo sia per la Rossa che per lo stesso Sir Lewis, incapace di salire anche una sola volta sul podio e centrare un successo.

Macchina o pilota?

Colpa della macchina, indubbiamente, ma il confronto interno con compagno di squadra Charles Leclerc è stato impietoso, lasciando intendere anche un rendimento non ottimale dell'ex pilota Mercedes. Il monegasco, infatti, è salito spesso sul podio, staccando Lewis di oltre 100 punti in classifica piloti: un trend che Lewis spera di invertire quanto prima, sfruttando il nuovo regolamento tecnico, le nuove auto e il nuovo ingegnere di pista che verrà presto annunciato. Ma anche un anno in più di esperienza del mondo del Cavallino potrebbe aiutare Hamilton a fare meglio e tornare sui livelli a lui consoni. E di questo 2026 ha parlato, sottolineando una certa diversità nel comportamento di "The Hammer" rispetto a 12 mesi fa e un suo insolito ottimismo sulle nuove regole, Leo Turrini nel suo blog "Profondo Rosso".

Turrini non ha dubbi

"Non credo che Lewis un anno fa, quando si aggiudicò la Sprint cinese, abbia pensato di avere in mano la macchina per l’ottavo titolo. Aveva già capito tutto. Mi incuriosisce l’allegria con la quale Hamilton sembra specchiarsi nella nuova stagione. Anche nelle conferenze di Shanghai e’ stato decisamente incline all’ottimismo. Non so quanto dipenda dalla Macarena o da Kim Kardashian. Però c’è qualcosa di clamorosamente diverso, rispetto a dodici mesi fa, nel suo approccio, nel linguaggio del corpo. Trovo anche interessante che il Baronetto sia il solo, ovviamente con i due piloti Mercedes!, a parlar bene (o comunque non male) del nuovo regolamento. [...] Se uno come Hamilton ragiona in pubblico come ragiona magari conviene riflettere sulle sue argomentazioni: non è esattamente un viandante bulgaro in transito nel paddock, eh".

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Foto copertina www.ferrari.com


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