Halo-Wing, l'idea Ferrari è legale: la FIA però frena il Cavallino
A Shanghai la Ferrari ha sorpreso tutti portando un aggiornamento aerodinamico rivoluzionario, ma soprattutto 'legale', che però, dopo la Sprint del sabato, non ha convinto la FIA: tutti i dettagli

17/03/2026 18:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Quest’anno, almeno finora, la Scuderia Ferrari si è confermata come l'unica squadra in grado di battagliare per il titolo con la Mercedes. Oltre alla competitività in pista, il team di Maranello si è distinto però anche per l’elevato livello di innovazione dal punto di vista aerodinamico.

Già nei test pre-stagionali in Bahrain, la SF-26 aveva attirato l’attenzione per un’aletta inedita posizionata in prossimità dello scarico, studiata per migliorare il flusso d’aria verso il diffusore. Sempre a Sakhir, la Ferrari aveva poi sorpreso introducendo un’ala posteriore “ribaltabile”, con l’elemento superiore in grado di ruotare di 180 gradi quando viene attivata l’aerodinamica attiva, riducendo così la resistenza sui rettilinei.

Il Cavallino Rampante non si è però fermato qui. Durante il weekend di Shanghai, la Ferrari ha portato un’ulteriore novità: le cosiddette “Hali”, piccole appendici aerodinamiche montate ai lati dell’Halo. Queste alette, posizionate sul montante centrale, avevano l’obiettivo di ottimizzare il flusso d’aria attorno al casco e all’abitacolo del pilota, contribuendo a generare un leggero incremento di carico aerodinamico.

I componenti sono stati montati sulle vetture di Lewis Hamilton e Charles Leclerc durante le prove libere e nella Sprint del sabato, ma, come vi avevamo già riportato nei giorni scorsi, nonostante l'aggiornamento fosse già approvato dalla FIA, e presente nei documenti ufficiali del GP, dopo la gara di 100 Km, sono scomparse, e non più utilizzate per il resto del weekend.

Il nodo regolamentare: sono legali?

Nonostante le monoposto abbiano superato le verifiche tecniche dopo la Sprint, senza che però quegli elementi venissero controllati nello specifico, l’attenzione della Federazione Internazionale si è rapidamente concentrata sulla loro legalità. L’area dell’Halo è infatti soggetta a restrizioni molto rigide: il regolamento consente solo alcune carenature nella zona superiore (la cosiddetta “RV-HALO”), mentre limita fortemente ciò che può essere aggiunto nelle altre aree.

Come ha fatto quindi la Ferrari a introdurre queste alette in una zona che nessun altro team aveva mai sfruttato? La risposta sembra risiedere in una vera e propria “zona grigia” del regolamento. Le “Hali”, infatti, non sono realizzate in fibra di carbonio o in metallo, bensì in materiale trasparente, ed è proprio questo dettaglio a fare la differenza. Nel regolamento tecnico della Formula 1, infatti, il materiale trasparente è previsto esplicitamente per un solo elemento: il parabrezza.

Secondo alcune interpretazioni, la Ferrari avrebbe quindi sfruttato questa definizione per creare una sorta di “parabrezza aerodinamico”, modellato in forma di piccole ali. Il regolamento consente infatti l’utilizzo di un elemento trasparente con specifici limiti di dimensioni e posizionamento, che, portati all’estremo, potrebbero includere una soluzione di questo tipo.

Perché la Ferrari le ha rimosse?

Halo-Wing, l''idea Ferrari è legale: la FIA però frena il Cavallino

Nonostante stando al regolamento ufficiale i componenti portati dalla Scuderia di Maranello siano legali, la FIA ha chiesto chiarimenti al team italiano sia sulla conformità geometrica delle alette che sul materiale utilizzato.

In particolare, un altro articolo del regolamento stabilisce che le carenature dell’Halo debbano essere realizzate con materiali specifici, tra i quali non rientra quello trasparente utilizzato dalla Ferrari.

Di fronte a questi dubbi, la Scuderia ha scelto di rimuovere le “Hali” già nel corso del weekend, evitando di perdere tempo in discussioni con la Federazione e soprattutto scongiurando il rischio di penalizzazioni o addirittura di una squalifica.

Con due settimane di pausa prima del prossimo Gran Premio, la Ferrari avrà ora il tempo di confrontarsi con la FIA per chiarire definitivamente la questione. Resta da capire se il team di Maranello deciderà di difendere questa soluzione, provando a dimostrarne la piena legalità, oppure se preferirà abbandonarla definitivamente per concentrarsi su altri sviluppi. Una cosa è certa: ancora una volta, la Ferrari ha dimostrato di saper spingere al limite l’interpretazione del regolamento, aprendo un fronte tecnico che potrebbe far discutere a lungo nel paddock.

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Foto copertina x.com

Foto interna www.ferrari.com


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