Tra problemi tecnici e gestione gomme: dentro le difficoltà della Red Bull
Gli zeri di Hadjar in Australia e di Verstappen in Cina hanno acceso l’allarme: il limite principale della RB22 non è solo la Power Unit, bensì un corpo vettura che fatica a generare carico e complica la guida.

20/03/2026 17:45:00 Tempo di lettura: 3 minuti

L’avvio di stagione della Red Bull si sta rivelando più complicato del previsto. Il team di Milton Keynes, abituato a dominare le gerarchie dell’era recente, si trova ora a fare i conti con una monoposto - la RB22 - che ha mostrato sin dalle prime gare una certa fragilità sia sul piano tecnico che su quello dell’affidabilità.

Gli episodi di Melbourne - con lo zero di Isack Hadjar - e quello di Shanghai - dove Max Verstappen non è riuscito a concludere la gara della domenica - sembrerebbero rappresentare soltanto la superficie di criticità ben più profonde. Il quadro generale che emerge dopo i primi due appuntamenti stagionali indica infatti come il principale limite del progetto non sia da ricercare solamente nella nuovissima Power Unit, quanto piuttosto nella struttura complessiva della vettura.

Tra problemi tecnici e gestione gomme: dentro le difficoltà della Red Bull

Il punto centrale riguarda il telaio che fatica a generare il carico aerodinamico, necessario a garantire stabilità e prestazioni costanti; questa carenza si traduce in una monoposto difficile da interpretare per i piloti, costretti a compensare continuamente le mancanze del pacchetto in termini di bilanciamento e aderenza.

Le conseguenze più evidenti si manifestano nel tyre management, uno degli aspetti più delicati dell’attuale Formula 1, secondo solo alla gestione dell’energia. In particolare, gli onboard dello scorso fine settimana in Cina hanno portato alla luce le difficoltà dei piloti: angoli di sterzo fin troppo ampi in fase di inserimento curva, necessari a mantenere il controllo della vettura ma che - di contro - contribuiscono ad aumentare il degrado degli pneumatici, favorendo il graining.

Trattasi di una cascata di problematiche che va a riflettersi sull’intero comportamento della monoposto anglo-austriaca: condizione che non solo limita la competitività sul giro secco, ma che incide in maniera significativa anche sul passo gara e sulla gestione strategica dei vari stint.

Per Red Bull - dunque - la sfida non riguarda soltanto l’ottimizzazione delle prestazioni, bensì un intervento più strutturale su un progetto che, al momento, mostra limiti evidenti nella sua base aerodinamica e nella sua guidabilità complessiva. Un grattacapo non da poco che, se non corretto al più presto (le prime contromisure dovrebbero arrivare la prossima settimana a Suzuka), rischia di pesare sull’intera stagione.

Foto interna d2n9h2wits23hf.cloudfront.net

Leggi anche: Delusione Red Bull, Mekies ha fatto un errore di valutazione in Australia

Leggi anche: Bentornato, Sir Lewis

Tutte le news, le foto, il meteo, gli orari delle sessioni ed i tempi del Gran Premio della Cina 2026


Tag
gp cina | red bull | hadjar | verstappen |