Terza vittoria Mercedes su tre GP. Questo è il verdetto del GP del Giappone che, come Australia e Cina, primi round della stagione 2026 di F1, ha visto la Stella conquistare la vittoria, sfruttando le caratteristiche di una pista che esalta la potenza della power unit e la bontà del telaio. A primeggiare, per la seconda volta consecutiva, è stato Kimi Antonelli, abile a sfruttare le occasioni (la Safety Car gli ha permesso di recuperare la testa della gara dopo un pessimo start) e a gestire i rivali nel finale.
Ingredienti che lo hanno portato ad avere la meglio sulla rinata McLaren di Piastri e sulla Ferrari di Leclerc. Ma soprattutto su George Russell, quarto (ora secondo nel mondiale), battuto anche per gli episodi e per una brutta parte finale di gara. Da Suzuka, quindi, sono arrivate conferme legate alla superiorità del team di Brackley, ma anche segnali importanti tra i rivali, come una McLaren in gran forma e una Ferrari diventata terza forza in campo.
Da questi dati dovrà ripartire la Ferrari che, dopo Suzuka, sarà chiamata a lavorare al massimo nel mese di pausa che la separa dal GP di Miami per spingere sugli sviluppi della SF-26 che, come detto, in Giappone è stata la terza vettura del lotto, capace di centrare il podio con Leclerc e una sesta piazza con Hamilton.
La monoposto ha palesato carenze, come ormai noto, sul lato motoristico ma anche sul versante aerodinamico, come mostrato da una forma non eccellente nel primo settore della pista giapponese e dalle diverse scodate in uscita di curva. Un bilancio non esaltante, reso forse migliore dal podio centrato dal monegasco, che ha "mascherato" le difficoltà dell'auto che, invece, hanno gravato e non poco sulla gara di Lewis Hamilton. Aspetti commentati dal team principal Vasseur: "Hamilton a fine gara si è lamentato delle gomme - ha ammesso il francese - forse per la modalità overtake, finendo in un treno di auto e perdendo l'effetto positivo".
Difficoltà che, di fatto, sono state in parte minimizzate dal manager francese, ma che il sette volte campione del mondo ha espresso con chiarezza via radio nei giri finali di gara. Sir Lewis, nei diversi scambi con il suo ingegnere di pista, Carlo Santi, non ha fatto mistero dei problemi avuti, denunciando in primis una mancanza di potenza nelle diverse lotte con la McLaren di Norris nei giri finali della gara.
Hamilton: "Non ho deployment. Amico, ho davvero bisogno di potenza...".
Hamilton (dopo il sorpasso di Norris): "Ah, sono così lento. Hanno così tanta potenza".
Non solo, perché l'ex pilota Mercedes ha anche denunciato importanti difficoltà nella gestione delle gomme, che hanno reso la sua monoposto sottosterzante.
Hamilton: "La macchina non vuole girare. Ho tantissimo sottosterzo".
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Foto copertina www.ferrari.com