L’ex direttore generale della Ferrari, nonché ex presidente FIA, Jean Todt ha rilasciato un’intervista al podcast ‘High Performance’ dove ha fatto interessanti rivelazioni sul suo passato. Una di queste è stato il rifiuto alla Red Bull dopo aver lasciato la Ferrari (ve ne parliamo qui), l’altra però, forse ancor più sentita, riguarda il ‘No’ detto ad Ayrton Senna per la stagione 94’. Anno in cui il la leggenda della Formula 1 morì in quel nefasto weekend a Imola, il 1° maggio, al volante della Williams.
“Senna voleva correre per la Ferrari”, afferma il francese facendo riaffiorare i ricordi alla mente. “Ayrton è stato il primo pilota da sogno con cui ho parlato”. Sentire queste parole fa venire i brividi. Non aver potuto vedere Senna al volante di una vettura di Maranello è uno dei più grandi dispiaceri dei tifosi italiani, e forse anche degli appassionati di tutto il mondo.
Sapere che il campione brasiliano avrebbe avuto l’opportunità di guidare per Maranello proprio nell’anno in cui perse la vita a Imola, forse, aumenta ancor più questo dispiacere: “Abbiamo trascorso la notte insieme nella mia stanza. Abbiamo parlato a lungo del suo possibile approdo in Ferrari. Voleva venire. Era pronto a venire, ma nel ’94 avevamo dei contratti con Gerhard Berger e Jean Alesi”.

Da quello che afferma Jean Todt, non è stata una scelta facile da prendere. I contratti a volte lasciano il tempo che trovano, quante volte abbiamo visto delle persone non tenere fede ai patti presi. La Ferrari non sarebbe stata né la prima né l’ultima a stracciare un contratto.
Per Jean Todt però, la parola data era importante. Per la Ferrari era importante, ed è per questa ragione che preferì Berger e Alesi a Senna quella stagione: “Gli dissi che il '94 non sarebbe stato possibile. Non eravamo pronti e poi avevamo un contratto. Lui mi rispose che nessun contratto è veramente importante in F1, ma io replicai: 'Per me, invece, lo sono'."
Probabilmente l’ex direttore generale della Ferrari credeva che ci sarebbero state altre opportunità per mettere Senna al volante di una vettura di Maranello. Magari un’auto da mondiale. Purtroppo, però, come sappiamo, non ce ne fu più occasione.
Foto: Red Bull Racing
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