Tra problemi di sicurezza e uno spettacolo a dir poco discutibile, non in linea con il DNA dello sport, le nuove regole che la Formula 1 ha adottato a partire da questo campionato stanno facendo discutere non poco. Molte polemiche sono scoppiate a margine del GP del Giappone, a seguito dell'incidente della Haas di Oliver Bearman, finito fuori pista per evitare l’Alpine di Franco Colapinto, che stava rallentando vistosamente a causa della necessità della sua vettura di recuperare energia elettrica.
Un episodio poco edificante per l'immagine del Circus e del suo essere il pinnacolo del motorsport, che ha riportato in auge alcuni timori che, a inizio stagione, i piloti avevano sollevato sul tema della sicurezza, avvertendo la FIA sull'argomento senza però essere ascoltati.
Sulla questione, per tenere calme le acque, anche a causa di una platea di appassionati, quelli veri si intende, abbastanza seccata dal nuovo regolamento, ha parlato Nicholas Tombazis, direttore tecnico della FIA, che ha ammesso di “aver parlato della questione, su cui non era facile agire prima di avere un po’ di tempo per analizzare dei parametri”.
Ma oltre a dichiarazioni di parte, come quelle dell'ex direttore tecnico della Ferrari, anche diversi altri addetti ai lavori e personaggi del Circus hanno parlato di temi legati alla sicurezza della nuova generazione di vetture. Tra loro c'è anche l'ex pilota di Formula Uno, David Coulthard, che al podcast Up to Speed ha analizzato anche altri potenziali rischi che potrebbero emergere nel corso dell'anno, su piste in cui i limiti delle monoposto 50% elettriche potrebbero venire a galla con ancor maggiore prepotenza.
“A causa del modo in cui questi motori ricaricano l'energia, si può essere sorpresi da una differenza di velocità di 50 o 60 km/h e questo mette in pericolo la vita dei piloti. Prendete l'Eau Rouge in Belgio, là si scavalla una collina e non si riesce a vedere cosa c'è dall'altra parte. Se una macchina rallenta improvvisamente per ricaricare mentre la stai seguendo a tutta velocità, si rischia una catastrofe. Ci sono alcune curve che dovrebbero essere esentate dal recupero di energia e in quei punti si potrebbe decidere che non si potrà rallentare. Non si possono sorprendere i piloti con differenze di velocità così grandi in punti di visibilità limitata”.
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