Forse non tutti sanno, e noi non ci esimiamo dal ripeterlo, che il regolamento 2026, lato power unit, è nato come alternativa all’elettrico. Molti costruttori avevano smesso di credere che fosse quella la strada giusta per permettere a noi tutti di avere un futuro sostenibile e dunque non basato sui combustibili fossili.
Hanno smesso di crederci per tante ragioni: carenza di infrastrutture, l’auto green che però utilizza dell'energia non prodotta in modo green, e via discorrendo. I costruttori vedevano un futuro più ibrido che elettrico, ma la power unit della precedente generazione studiata in F1 si portava in dote un MGU-H troppo elaborato e costoso da poter essere introdotto nel mercato delle auto di serie.
Da qui è nato l’attuale regolamento basato su un rapporto 50%-50% tra parte termica e parte elettrica. Con un motore a combustione alimentato con carburanti derivanti da un processo del tutto sostenibile. Inizialmente avevano tutti spinto per avere questo rapporto perché non conoscendo ancora il rendimento del nuovo carburante volevano una parte elettrica in grado di sopperire ad un’eventuale carenza di cavalli proveniente dalla combustione.
Fortunatamente però il nuovo carburante ha dato dei buonissimi riscontri, tanto che, da quanto trapela dalle indiscrezioni riguardante l’ICE (siamo in attesa degli indici di performance che determineranno i costruttori che potranno avvalersi del sistema ADUO), la ripartizione della potenza sembra essere già più sbilanciata verso il termico.

Foto: power unit Mercedes dal 2014 al 2018
Così, cavalcando l’onda delle lamentele di inizio anno, a margine del GP di Miami, il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem ha palesato espressamente l’intenzione (ancora non ufficiale, leggi qui) di voler vedere una Formula 1 spinta da un propulsore V8 ibrido, per ottenere ancora più potenza dalla parte a combustione a partire dal 2030.
Tornare ai V8, anche se ibridi, non è utopia e questo non fa sognare solamente gli appassionati di F1, ma anche gli automobilisti che guidano la macchina in strada nel quotidiano. Ultimamente i produttori di automobili stanno spingendo verso dei motori a combustione interna sempre più piccoli: 1000 CC a tre cilindri, tanto per fare un esempio. Se la Formula 1 decidesse di andare controtendenza, ottenendo dei riscontri positivi allora anche noi comuni mortali, possiamo tornare a sperare di vedere un motore decisamente più allettante di un 1000 CC a tre cilindri sotto al cofano della nostra auto.
Stando a come si sta muovendo la Formula 1 (con Ferrari, Mercedes, Audi, Cadillac, Ford, Honda i costruttori e Toyota alla porta) e il mercato in generale, le auto del futuro potrebbero differenziarsi in tre principali motorizzazioni: benzina sostenibile, Ibrido (che potrebbe sostituire l’attuale diesel) ed elettrico. Salvo che poi non vengano sviluppate ulteriori alternative come Idrogeno, e tutte le altre possibili opzioni attualmente disponibili.
Foto copertina: Red Bull, foto interna: Mercedes
Potrebbe interessarti anche: F1, Sulayem è sicuro: dal 2030 si torna ai V8 (turbo ibridi)
Potrebbe interessarti anche: C'era una volta la RAI, quando la F1 era per tutti