Il GP del Canada regala a Franco Colapinto il miglior risultato della sua giovane carriera in Formula 1: un sesto posto costruito con intelligenza, coraggio e una maturità che sorprende perfino chi lo segue da vicino. Ma nelle sue parole, subito dopo la gara, c’è molto più della soddisfazione: c’è orgoglio, gratitudine e anche la consapevolezza che questo non può essere il punto d’arrivo.

Rachel Brookes lo accoglie con un sorriso: “Mi piace sempre parlare con te quando fai una gara come questa”.
Colapinto ricambia con una sincerità limpida:
«Sì, ad essere sincero, sono davvero felice, molto felice, molto orgoglioso della squadra, molto orgoglioso della fabbrica di Enstone e del fatto che tutti abbiano fatto un grande sforzo per portare entrambe le auto a punti oggi. Tutte le prestazioni, tutti i miglioramenti che stanno apportando, tutto il team qui in pista, lo sforzo che tutti hanno fatto dimostra davvero che sta dando risultati e ne sono molto felice. Se lo meritano tutti tantissimo».
È un Colapinto che parla da leader, non da pilota inesperto. Riconosce il lavoro, valorizza il gruppo, sottolinea la crescita.
E poi entra nel merito della gara:
«Abbiamo sfruttato al massimo il weekend. Credo che in ogni sessione siamo riusciti a dare il massimo. Anche la vettura ha funzionato bene in ogni sessione, ma abbiamo preso le decisioni giuste».
La scelta delle gomme al via — le medie, mentre altri oscillavano tra intermedie e soft — è stata un rischio calcolato:
«È stata una scelta rischiosa, ma ce l’abbiamo fatta; credo che abbiamo seguito il processo e preso le decisioni giuste».
Colapinto non si nasconde dietro il risultato.
È felice, sì, ma non accecato.
«Ovviamente siamo contenti che il sesto posto sia ottimo, ma non è dove dovremmo essere. Alla fine della giornata, entrambe le McLaren sono dietro e anche George, quindi oggi avremmo dovuto essere dietro».
È un’analisi lucida: il piazzamento è eccellente, ma arriva anche grazie ai problemi altrui.
«Dobbiamo portare molto più rendimento e molti più miglioramenti in qualche modo e dobbiamo capire cosa dobbiamo mettere in macchina. Ovviamente prendiamo il sesto posto a mani aperte. È il mio miglior risultato in F1. Ne sono molto felice, ma non è la stessa sensazione che si prova quando si ottiene tutto con le proprie forze; davanti a noi ci sono tre auto che hanno avuto dei problemi».
E poi la chiusura, che è quasi una promessa:
«Continuiamo a dare il massimo. Speriamo che la prossima volta possa andare ancora meglio del sesto posto».
È la frase di un pilota che non si accontenta, che sente di poter crescere, che vuole trascinare la squadra con sé.
Il sesto posto di Montréal non è solo un risultato: è un manifesto. Colapinto mostra maturità, visione, autocritica e una sorprendente capacità di leggere la gara e il contesto tecnico. È un rookie che parla già da pilota completo, e che sta diventando — gara dopo gara — una delle storie più luminose di questa stagione.
Foto copertina x.com
Foto interna x.com