Durante il GP del Canada abbiamo assistito alla prima lotta interna per il titolo 2026, tra Russell e Antonelli. Un confronto che si sta consumando e ha tutta l’aria di riguardare solamente il box Mercedes.
A tutti piacciono le battaglie, è sempre bello ammirarle in pista o commentarle al termine della gara dopo aver conquistato una doppietta o avere entrambi i piloti sul podio. Purtroppo, però, come ricorda il team principal, Toto Wolff, durante la gara l’atmosfera ai box è tutt’altro che piacevole: “C’è un aspetto delle battaglie tra compagni di squadra che va considerato: a volte siamo stati ad un passo dal perdere le vittorie. Antonelli ad esempio, domenica, rientrando in pista dopo aver bloccato le gomme, avrebbe potuto causare un doppio ritiro. Basta un errore” a rovinare tutto.
Non è tutto bianco o nero. Il fatto che sia andato tutto bene in gara non significa che la Mercedes permetterà altre battaglie come questa nelle prossime tappe del mondiale: “Ne discuteremo con i piloti. Cercheremo di capire qual è stato il loro feeling, se si sono sentiti in pericolo e come possiamo evitare queste situazioni in futuro”, ha dichiarato a 'Crash.net'.

Sono parole che sicuramente saranno ben apprezzate sia dal pubblico italiano che da Antonelli stesso. Il giovane si ritrova con un avantaggio di quasi due gare su Russell in termini di punti e qualora dovesse ritrovarsi ancora davanti a George in pista, il fatto che la squadra possa invitare i piloti a mantenere le posizioni, questo è solo un benefit.
La cosa importante, prima di tutto sarà stabilire il perimetro delle battaglie, le condizioni in cui Antonelli e Russell si potranno sentire liberi di esprimere sé stessi: “Il ritmo è un aspetto molto importante. In Canada avevamo un vantaggio nei confronti dei nostri diretti avversari. Quando i nostri due si seguivano da vicino senza lottare riuscivamo ad essere mezzo secondo più rapidi degli altri, mentre, quando lottavano, perdevamo un secondo, ma avevamo margine per creare gap”. La situazione andrà valutata dunque caso per caso, perché Wolff parla chiaro su questo aspetto: “Non sarà sempre così”.
Foto: Mercedes