Ecco perchè la Mercedes è stata l'unica a non avere problemi di temperatura delle gomme
27/05/2026 17:35:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Mercedes ha trionfato a Montreal anche grazie a un "trucco" di setup che ha fatto la differenza: secondo Auto Motor und Sport, una modifica pensata già prima delle qualifiche ha permesso alle Frecce d'Argento di superare i problemi delle basse temperature e dominare le qualifiche al sabato e la domenica di gara.

Il cuore della novità: gestire il calore dei cerchi per portare le gomme nella finestra di lavoro

La chiave, secondo quanto riportato, è stata una variazione nella gestione termica delle gomme. I dati provenienti dai sensori hanno mostrato un rapido aumento delle temperature già durante i giri verso la griglia e nei due giri di formazione, fattore che ha fatto la differenza soprattutto nei primi 7 giri del GP.

Auto Motor und Sport descrive un intervento sui cerchi e sul carter dei freni: la carenatura degli impianti frenanti è stata modificata in modo da convogliare più aria calda verso i cerchi, sfruttando il calore residuo dei freni per riscaldare la carcassa degli pneumatici dall'interno. Il team avrebbe inoltre messo a punto un sistema che consente un controllo graduale del riscaldamento, una possibilità resa praticabile dal nuovo quadro regolamentare che quest'anno ha permesso ai team di portare design propri dei cerchi, anziché adottare un formato standard.

George Russell, dopo la sessione di qualifica, non ha voluto entrare in troppi dettagli ma ha ammesso che il team aveva già orientato il lavoro in ottica delle basse temperature attese per la gara: "Abbiamo fatto qualche cambiamento alla macchina. Dobbiamo vedere se è andata nella giusta direzione. Abbiamo fatto questi cambiamenti a causa delle previsioni per domani", ha detto il pilota britannico.

Il vantaggio pratico è stato evidente: la Mercedes non ha avuto problemi a portare gli pneumatici nella finestra di lavoro, mentre altri team hanno sofferto il freddo del circuito canadese. Il problema si è manifestato soprattutto per la Ferrari che nei primi giri ha accusato un ritardo di circa tre decimi aggiuntivi al giro solo dovuto alla temperatura delle gomme. Anche la Red Bull ha sofferto del problema, ma in minor misura, con Max Verstappen capace di tenere aperta a lungo la lotta per la seconda posizione grazie alla sua classe di guida. Anche i piloti McLaren avrebbe probabilmente pagato la difficoltà di mandare in temperatura l'asse anteriore, ma si è tirata fuori dalla lotta per la vittoria ancora prima sbagliando clamorosamente la scelta delle gomme alla partenza.

La stessa Pirelli ha osservato come i nuovi cerchi abbiano cambiato il modo in cui i team possono controllare le temperature: l'obiettivo tradizionale era ridurre il surriscaldamento, ma in condizioni particolari, come il freddo di Montreal, diventare più efficaci nel riscaldare le carcasse è risultato decisivo.

Se il risultato in pista ha premiato l'ingegnosità di Brackley, la vera partita ora potrebbe spostarsi nelle officine: la libertà di progettazione sui cerchi diventata un terreno di sperimentazione, e forse ricominceremo a parlare di finestra di temperatura e gestione gomme, e non solo di Power Unit, potenza elettrica e clipping.

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